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Montella: "Noi ambiziosi, ma con umiltà. Ora viene il difficile. Commisso arriva all'anima"

L'allenatore della Fiorentina ha concesso un'intervista a La Gazzetta dello Sport, a firma Walter Veltroni. E racconta del nuovo step per i viola.

Vincenzo Montella ha parlato a La Gazzetta dello Sport. Ecco alcune sue parole, a partire dal cambiamento delle ultime settimane: «Sicuramente la nostra partenza, quest’anno, è stata accompagnata da un entusiasmo del tutto nuovo.

La proprietà ha avuto credito, ha generato entusiasmo. Purtroppo si allungava su questo clima positivo l’ombra della fine dello scorso campionato, quindi tutti i giudizi spesso venivano rapportati a quello. Si era creata una situazione difficile, c’era una proprietà che aveva dichiarato di voler passare la mano, si avvertiva precarietà.

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Con il cambio sono arrivati diciotto calciatori nuovi, aggiunti strada facendo, e per di più la sorte ci ha affidato un calendario, all’inizio, incredibilmente faticoso. Abbiamo affrontato nelle prime quattro partite le squadre che l’anno scorso erano arrivate nei primi tre, quattro posti.

Squadre che fanno la Champions, quindi con un altro budget, un altro percorso. Le prime partite le abbiamo giocate benissimo, ma abbiamo raccolto solo due punti. Tutti riconoscevano che facevamo un bel calcio, ma punti ne avevamo pochi.

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Fortunatamente la città ha avuto fiducia, i tifosi sono stati straordinari. Ci hanno incitati sempre, anche prima di queste due vittorie. Quella con la Samp è stata liberatoria, da lì ci siamo ritrovati un po’ tutti. Abbiamo fatto un’impresa a Milano, però credo davvero che ora venga la parte più difficile.

A partire da domenica preparare le partite sarà diverso, dovremo dimostrare di meritare l’entusiasmo che sentiamo attorno a noi». COMMISSO. «E’ un presidente molto presente che motiva e che, con grande correttezza, pretende, come è giusto nel rispetto dei ruoli, qualità e risultati.

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Con me è stato ed è eccezionale. Ci stimola continuamente, a me e ai giocatori, con un modo che si è imparato a conoscere. E’ un personaggio che sa come arrivare all’anima delle persone». RIBERY.  «Di Ribery quello che sorprende è l’entusiasmo.

Ci vuole coraggio e motivazione per accettare la sfida che si è imposto per venire alla Fiorentina, nel calcio italiano che è comunque difficile. E’ un ragazzino di 36 anni che riesce a far tutto con il pallone. Ed è una persona speciale: presente nello spogliatoio, sa parlare ai ragazzi, sa stare in una squadra, sa divertirsi anche con i compagni e li fa anche divertire, non solo in campo».

OBIETTIVI. «Sinceramente, non lo so. La società non ci ha posto obiettivi. Noi siamo tutti molto ambiziosi. Ma con umiltà».

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