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Montella e quell'esultanza 'alla Conte': l'abbraccio con Vlahovic e l'urlo liberatorio

L'allenatore dà un calcio alle negatività esplodendo al gol di Dusan. Panchina un po' più salda, ma venerdì c'è la Roma.

Un’esultanza alla Conte dentro la quale c’era tutto. Rabbia, gioia, una mini riscossa ed un calcio alle negatività. Vlahovic segna e lui, Montella, esulta come forse mai. Urlo forte, salto, e pugno al cielo. E dire che lo accusavano di non avere emozioni.

La Fiorentina agguanta un pari insperato e tampona un’emorragia di punti che pareva non arginabile. Mentre si stava materializzando la quinta sconfitta di fila in campionato la cavalcata di Vlahovic, centravanti classe ‘2000 che proprio Montella ha promosso nelle gerarchie degli attaccanti, ha fatto saltare il tappo squarciando le paure del Franchi.

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E provando a puntellare la sua panchina. Così scrive La Gazzetta dello Sport. ABBRACCIO. Anche in caso di sconfitta il tecnico viola avrebbe avuto la prova d’appello contro la Roma, visto che la squadra aveva lottato. Ma arrivare alla sfida coi giallorossi forti di un punto con la capolista, porta qualche certezza in più.

Nell’abbraccio tra Montella e Vlahovic c’è molto di quello che sta vivendo la Fiorentina. Lungo, forte, sincero. Come il rapporto tra i due. «Sono felice per il ragazzo - dice Montella - per me arriverà molto in alto. Ha voglia di lavorare e soffrire, sono contento abbia fatto questo gol bellissimo e l’abbraccio fra noi è stato naturale.

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Credo in lui e gli ho sempre dato fiducia, ma ha solo 19 anni e spesso gli viene chiesto troppo. Con lui insieme al mio staff stiamo seminando, mi dispiacerebbe ne giovasse qualcun altro, è un ragazzo che sento mio». E Vlahovic a stretto giro: «Questa gara cambierà la stagione, voglio dare a Montella ciò che lui dà a me».

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