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Montella, bonus finiti: stasera deve solo vincere

Dopo tre sconfitte consecutive sono terminati gli appelli per il tecnico e la squadra: serve una prova convincente. Pur tra tante assenze.

Bonus finiti, Fiorentina spalle al muro. Dopo le tre sconfitte consecutive con Cagliari, Verona e Lecce, la serenità dell’ambiente viola è stata decisamente minata. Serve una reazione e soprattutto urge l’inversione di tendenza.

Per questo la sfida di Coppa con il Cittadella è da dentro o fuori sotto ogni punto di vista. E sempre per questo vincere stasera non è importante, ma semplicemente è l’unica cosa che conta, scrive La Gazzetta dello Sport. CERCASI LEADER.

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Certo la Viola non arriva all’appuntamento nelle migliori condizioni sia mentali che fisiche. Il capitano, Pezzella, è fuori per la tripla frattura allo zigomo. Il gioiello, Chiesa, ancora out per i consueti fastidi nella zona del pube.

Anche il leader tecnico e temperamentale, Ribery, non sarà della partita per la distorsione alla caviglia rimediata con il Lecce. La Fiorentina deve essere più forte delle assenze, delle negatività, del vento contrario. «Ci mancano tre giocatori fondamentali sia sul piano dell’esperienza che della qualità — dice Vincenzo Montella —, sono il cardine della squadra e sostituirli non è mai facile.

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Mi aspetto maggiore responsabilità dagli altri perché vogliamo passare il turno. E la gara è complicata». REBUS TECNICO. Tanto complicata che Montella limiterà al massimo il turnover. Anche perchè, malgrado la fiducia mostrata dalla proprietà nei confronti dell’allenatore, è logico che debbano arrivare risultati positivi.

L’aria che tira in città intorno al tecnico non è positiva e servono delle risposte. TITOLARI. Boateng ha un affaticamento muscolare, Pedro pare convincere ancora poco Montella. Per questo davanti potrebbe toccare ancora a Vlahovic tenere sulle spalle il peso dell’attacco.

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Pronto al rientro dal primo minuto anche Sottil, mentre in mezzo fiducia ai titolarissimi. Come in difesa. Generalmente il rischio in questo tipo di partite è sottovalutare l’avversario. Stavolta è il contrario. Sono le eccessive paure a dover essere combattute.

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