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Ministro dello Sport e calciatori contro la Lega: fermiamo la Serie A

Domani il consiglio straordinario della Figc che potrebbe proclamare lo stop del campionato fino al 3 aprile.

Stop al calcio. Tutti gli indizi corrono da quella parte. I dubbi di sabato notte sono diventati ieri qualcosa che somiglia a una certezza. Il «basta, fermiamoci!» di Damiano Tommasi a nome dei calciatori è stato raccolto da Vincenzo Spadafora.

Ne è venuto fuori uno scontro furioso con parole durissime con la Lega di serie A, che il ministro dello Sport ha accusato di «irresponsabilità». Ma al di là della polemica senza esclusione di colpi, i dati drammatici dei contagi al coronavirus e le ordinanze delle regioni che sono seguite al DPCM firmato dal premier Giuseppe Conte, suonano come una condanna.

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Oggi si giocherà ancora. Ma domani il consiglio straordinario della Federcalcio dirà sicuramente «sospendiamo fino al 3 aprile». Con una decisione che produrrà due punti interrogativi anche per Inter-Getafe e Juve-Lione. Porte chiuse?

Campo neutro all’estero? Il pallino passerà all’Uefa, scrive La Gazzetta dello Sport. SURREALE. Peraltro pure la giornata di ieri ha rischiato lo stop. Parma-Spal è stata preceduta da un surreale balletto di rinvii, con un temporaneo rientro negli spogliatoi delle due squadre, in attesa che sull’asse Federazione-Lega si decidesse se rispondere o meno all’invito del ministro di sospendere il campionato.

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Le 12.30 dell’orario ufficiale sono diventate le 13.45 dell’inizio. Ha prevalso, infatti, la linea Figc di dare una risposta complessiva del mondo del calcio con il consiglio straordinario. Il consiglio di Lega non stacca la spina, Spadafora sollecita un atto di «autonomia e di responsabilità» del calcio e dice di contare su Gravina e Malagò.

E molto probabilmente sarà la Federcalcio a decidere il «fermi tutti». BOTTA... Il ministro Spadafora non si è fermato all’invito allo stop. Se l’è presa con Lega e Sky per la mancata collaborazione per la diretta in chiaro delle partite, «con la disponibilità di tutti si sarebbero potute superare le difficoltà normative».

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Rifilando ai club una velenosa frecciata:«Piuttosto valutino come superare le clausole vessatorie già all’attenzione dell’Antitrust per provvedere al rimborso degli abbonamenti e dei biglietti venduti per le prossime partite».

Quindi il supplemento: «Che cos’altro deve succedere per convincere la Lega a prendersi le sue responsabilità?». ... E RISPOSTA. La Lega ha risposto dicendo al ministro: non fare demagogia, prendi tu le responsabilità e fai un decreto senza scaricarle sugli altri.

E aggiungendo di aver sempre rispettato le indicazioni governative «anche quando si sono manifestate in modo ondivago e contrastante». Il Dpcm dice sì alle porte chiuse, questa è la posizione dei club, e noi giochiamo. Quanto a Sky, chiamata in causa per la mancata collaborazione alla diretta in chiaro, ha risposto che «era stata dato la disponibilità per trasmettere in chiaro le partite su Cielo e Tv8, ma la Lega ha più volte dichiarato che le norme e le leggi attuali non lo consentivano».

'FERMIAMOCI'. Si parlava anche di sciopero immediato dei calciatori. Alle parole di Tommasi facevano ecco quelle di Mario Balotelli: «Non si scherza con la salute ragazzi». E la Lega accusava l’Aic di aver posto il problema «a pochi minuti dal fischio di inizio, mettendo a rischio la tenuta del sistema e minacciando anche il pagamento degli stessi stipendi dei calciatori».

«Ho chiesto di fermarci già sabato», ha risposto Tommasi. Sul fronte dei presidenti, invece, un attacco a Spadafora è venuto da Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, che ha parlato di «proclami populisti». RISCHIO QUARANTENA.

A complicare le cose ci si sono messe anche le ordinanze «difensive» approvate dalle regioni che non sono incluse nella «zona di sicurezza» (la Lombardia e le altre 14 province). La Calabria, per esempio, ha disposto la quarantena obbligatoria per chi viene dalle «zone rosse»: e il Cosenza ieri ha raggiunto Verona con un aereo che è atterrato a Bergamo.

A Bergamo dove dovrebbe recarsi domenica la Lazio, che deve fare i conti pure lei con un’ordinanza simile. Le ordinanze potrebbero non avere efficacia, sono state contestate dal Viminale, perché vanno oltre le prescrizioni del Dpcm.

Ma c’è poco da fare, il campionato è sempre più sotto assedio.

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