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Milan squalificato ma per l’Europa bisogna aspettare il verdetto del Tas

Rossoneri fuori dalle coppe europee per un anno ora il club farà ricorso al tribunale svizzero Sentenza l’11-12 luglio. Viola da lunedì al lavoro.

Già in mattinata, come riporta La Repubblica, era girata prepotente la voce: due anni di squalifica dai tornei europei. Uno è sicuro, il prossimo resta per ora piuttosto ballerino, anche perchè il comunicato dell’Uefa sembra scritto nella sceneggiatura di amici miei e tiene aperte le porte a mille possibilità.
TAS.

In ogni caso la faccenda va avanti, perchè la società rossonera ricorrerà al Tas e quindi tutto sarà più chiaro tra un paio di settimane. Ciao Milan, per ora, ma tanto era abbastanza prevedibile, e per questo nei giorni scorsi la società rossonera aveva tirato fuori una clip da far girare sui social con tutte le grandi cose fatte dalla “solida” proprietà cinese.

Una mossa di marketing ad uso e consumo dell’orgoglio ferito dei propri tifosi.
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Anche in casa Fiorentina era abbastanza chiaro in che direzione andasse la Camera arbitrale dell’Organo di Controllo Finanziario per club. Ma se a Milano puntano molto sul ricorso (entro il 10 luglio), la Fiorentina non può aspettare ancora, e per questo ieri si è mossa con una decisione di quelle a costo zero, le più facili: raduno anticipato di due giorni.

LA ROSA VIOLA.
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I giocatori, quelli vecchi, quelli in partenza (parecchi) e in arrivo (ammesso che nel frattempo vada in porto qualche trattativa), si ritroveranno al centro sportivo il due di luglio, quindi si sottoporranno alle visite mediche e inizieranno più o meno ad allenarsi sotto gli occhi di un abbronzatissimo Stefano Pioli, sempre più sosia dell’ex leader dei Rem Michael Stipe e sempre più zen di fronte alla tempistica super diesel dei suoi amici dirigenti.

Per ora la risposta della Fiorentina alla decisione dei giudici di Nyon è precisa: «Nessun commento».
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Ma non sono le dichiarazioni che contano, piuttosto riorganizzare la stagione, o iniziare a farlo, visto che nel caso in cui tutto venisse confermato, Pioli e la sua “ nuova” Fiorentina dovranno affrontare un’estate piuttosto rovente, dato che per entrare nel girone servono ben sei partite a iniziare da fine luglio.

MERCATO.

Il che dovrebbe accelerare il mercato (ma quello va smosso in ogni caso) e riorganizzare tutti gli appuntamenti fissati quando l’Europa era solo un vago obiettivo per la prossima stagione. Tanto per cominciare c’è da disdire il quadrangolare fissato in Germania per il 28 di luglio, anche se c’è chi vorrebbe aspettare la sentenza del Tas, prevista tra l’11 e il 12 dello stesso mese.

Sono soldi che ballano, e c’è chi prima di rinunciarvi vuole essere sicuro.

Se la Fiorentina vuole entrare nei gironi deve superare prima il secondo turno ( andata 26 luglio, ritorno il 2 agosto), poi il terzo turno ( 9 agosto - 16 agosto) e quindi lo spareggio fissato con l’andata il 23 agosto e ritorno il 30.

Il tutto col campionato che inizia il 19 di agosto, il che significa, sosta compresa, altre due partite da infilare nel mazzo.

LE MANOVRE DI CORVINO. In tutto otto sfide, che non sono un dramma, ma viste con l’occhio di un allenatore memore di un ritiro farlocco (quello della scorsa stagione) che per ora ha ottenuto solo un giovane terzino slovacco, forse qualche piccola preoccupazione c’è.

Comunque il direttore generale ed ex capo della comunicazione Pantaleo Corvino, vorrebbe portare in fondo il colpaccio Lafont.

Il giovane portiere francese costa 15 milioni ma già altre società, tra cui il Barcellona, si sono mosse per il suo cartellino.

La Fiorentina mette sul piatto soldi e Eysseric, che interessa anche al Nantes.

Per la porta (panchina) c’è anche Gabriel, mentre Costil resta sempre una idea abbastanza low cost da portare avanti come alternativa a Lafont. Poi c’è Pasalic, giocatore che il Chelsea cede in prestito abbastanza volentieri, ma a Londra non hanno tutta questa fretta, quella che invece i dipendenti di Della Valle iniziano ad avere.
Pjaca quasi certamente arriverà a mondiale finito, ma c’è da piazzare Saponara e la trattativa con l’Udinese non è facile, soprattutto dopo che Corvino ha scaricato tutte le colpe possibili sulla passata gestione di Pradè, che adesso è a Udine.

Ma De Paul non è poi così lontano. Gli affari sono affari. Eh già.

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