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Mercato low cost, lo ha ribadito Commisso. I soldi della cessione di Chiesa sarebbero ancor più importanti, ma se non arriva l'offerta giusta è pronta la 'frusta'

Le parole del presidente gigliato suggeriscono un mercato con pochi investimenti. Ecco che i milioni di Chiesa fanno gola, ma la situazione è tutt'altro che semplice

Non è un mercato come gli altri. Questo ormai ce lo siamo sentiti ripetere in tutte le salse. Eppure, vedere la Fiorentina ancora ferma in questo inizio di calciomercato, ad esclusione dell'ottima operazione Amrabat concretizzata a gennaio, non fa sorridere fin qui la piazza gigliata.

C'è ancora tempo, ovviamente. Il calciomercato è iniziato ufficialmente solo ieri e tante società di Serie A sono ancora pressoché ferme. Inoltre, si aspetta anche l'ormai celeberrimo effetto domino, con le big europee che sbloccano il mercato anche per le altre iniziando a muovere le varie pedine.

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Il problema di questo ritardo, inevitabilmente influenzato anche dalla brevità della finestra di mercato, è che mister Iachini con tutta probabilità si ritroverà con la squadra pronta per la prossima stagione a campionato già iniziato.

La Fiorentina non farà spese folli in questo mercato, ormai sembra chiaro a tutti. Dopo aver speso oltre 70 milioni a gennaio (sebbene alcuni pagamenti verranno effettuati nel 2021), Commisso in serata ha ribadito di non essere disposto a investire granché durante questa sessione, ritenendo la squadra attuale già competitiva (anche se bisognerebbe chiedersi per quale obiettivo).

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Dunque, tanto del mercato gigliato passa per la situazione di Federico Chiesa. Che il ragazzo voglia partire, dopo i mal di pancia della scorsa estate, è il segreto di Pulcinella. Ma è ormai chiaro che anche la Fiorentina farebbe a meno di lui, beneficiando così dei milioni che la cessione del classe 1997 porterebbe alle casse viola.

Lo dimostra anche il fatto che nei tanti nomi accostati ai viola in queste settimane ci siano pochissimi esterni offensivi, segno che la squadra di Iachini sta già pensando a giocare con altri tipi di interpreti nel prossimo campionato.

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La Juventus resta interessata, l'Inter si defila, mentre anche il Milan di Pioli gradirebbe l'arrivo di Federico. La pista estera è più fredda anche per la volontà del giocatore di restare in Italia. Qual è il problema? Durante questa sessione di mercato di soldi in Italia ne girano pochi, e l'ultima stagione di Chiesa non invoglia certo le big del campionato a offrire cifre importanti per lui.

I viola non potranno certo più pretendere di ottenere 70 milioni per il figlio d'arte, ma resta il fatto che Pradè e Barone non vogliono certo svendere Federico. Rimane il fatto che la situazione intorno a Chiesa non è semplice.

Il contratto in scadenza tra due anni e quella che pare essere scarsa propensione da parte di Chiesa a rinnovare in caso di permanenza suggerirebbero la cessione durante questa sessione, prima che il suo cartellino venga svalutato ulteriormente.

Commisso tra le righe ha parlato chiaro: se non arriveranno offerte valutate congrue, Chiesa resterà alla Fiorentina. Se il ragazzo non vorrà rinnovare il contratto, per la prima volta il magnate americano dovrà utilizzare la 'frusta' con un calciatore gigliato.

Insomma, il ragionamento è questo: ti facciamo partire se arriva la cifra giusta; se non si presentano offerte adeguate resti a Firenze e firmi il rinnovo di contratto. Vedremo se andrà davvero così, di certo ad oggi è meglio augurarsi una cessione del giocatore piuttosto che una rottura.

Andrà infatti anche bene usare la 'frusta', ma non sarà facile per la Fiorentina ottenere ciò che vuole in un calcio come quello del terzo millennio, nel quale i giocatori hanno spesso e volentieri il coltello dalla parte del manico.

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