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Mani-comio Pasqua: non convinto del primo rigore, poi difende la sua scelta sul secondo

Commisso furioso, la sensazione che 'il calcio sia per molti ma non per tutti'. La tecnologia e rapporti complicati con gli arbitri.

Fiorentina sconfitta su rigore a Torino, anzi su rigori, e fin qui niente di nuovo in Italia. In America evidentemente sì, lo sfogo di Commisso ha riempito le tv: dagli Usa allo stadio della Juve c’è di mezzo il mare, chissà quante altre scoperte dovrà eventualmente fare Rocco a proposito del nostro calcio, che nei momenti decisivi non scontenta mai chi ha il peso specifico maggiore.

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Così scrive La Nazione. TECNOLOGIA. Il Var ieri è stato abbondantemente consultato e se la prima volta l’arbitro Pasqua ha cambiato idea (gli era sembrata regolare la respinta di Pezzella sul tiro di Pjanic), nella seconda ha trovato conferma di quello che aveva creduto di scovare, cioè l’irregolarità di Ceccherini in anticipo nella chiusura su Bentancur.

E quando l’arbitro cerca un motivo per dare ragione a se stesso - Pasqua aveva già sbagliato una volta su Pezzella - la consultazione del Var diventa una passeggiata tecnologica. Sfumature, gomiti inclinati, magliette tese. Il secondo rigore di CR7 ha chiuso la partita, poi De Ligt ha timbrato la rotondità del punteggio e la Fiorentina se n’è andata con la sensazione che il calcio sia per molti, ma non per tutti.

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