‘Ogni maledetta domenica’… Beppe Tony D’Amato Iachini, e quell’esigenza viola di risorgere come collettivo
Ce lo immaginiamo un po’ Tony D’Amato in ogni maledetta domenica Beppe Iachini. E quell’esigenza di far risorgere una Fiorentina molle dall’inferno sportivo come collettivo
‘Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce Perciò o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football, ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?’
Più di un allenatore, prima di una sfida decisiva, ha fatto vedere le scene di ‘ogni maledetta domenica’ al proprio spogliatoio. E ce lo immaginiamo un po’ in versione Tony D’Amato Beppe Iachini.Uno abituato a giocare per la sopravvivenza sportiva da sempre.
IL BARATRO DELL’INFERNO Un po’ all’inferno (ricordando che si parla di sport) la Fiorentina c’è effettivamente. Perché ciò che Commisso e la piazza si aspettavano non poteva certo essere il ritrovarsi con la zona retrocessione ad un passo e un futuro quanto mai pieno di dubbi.
E proprio per uscire da questo baratro la Fiorentina ha esonerato Montella e affidato la squadra ad un uomo che tiri fuori attributi e carattere da una squadra troppe volte troppo moscia. Troppo spesso presa a schiaffi, senza colpo ferire, a volte quasi senza giocare le partite.
Tanto spesso che è sempre o quasi andata in svantaggio, senza riuscire quasi mai a reagire. Neanche dinanzi ad uno zigomo distrutto al capitano dopo pochi secondi a Verona, neanche dopo una pedata in testa al proprio portiere come con l’Inter, o dopo una trebbiata come quella di Tachtsidīs che ha tolto alla Fiorentina Ribery.
Né tanto meno su chi dopo tre minuti aveva già tirato due calcioni a Chiesa sempre contro i nerazzurri.
RISORGERE COME COLLETTIVO Dovrà risorgere come collettivo la Fiorentina, e iniziare a dare un senso di gruppo e squadra che in questa prima parte di stagione non si è mai visto.
I litigi in campo tra compagni a Torino l’esempio lampante di come il clima all’interno dello spogliatoio viola fosse a dir poco tumultuoso. E anche se con mille alibi o attenuanti, detto che una partita si può anche perdere, a livello di nomi e rosa è impensabile che contro il Verona la Fiorentina non sia mai riuscita a tirare in porta o ad essere pericolosa, che abbia perso in casa col Lecce, o che non sia mai stata all’altezza del Cagliari.
Solo giocando da squadra si esce da situazioni difficili, Iachini lo sa bene, perché da calciatore ha sempre dato tutto per i compagni, colmando limiti tecnici con due attributi giganteschi. Ed è giunto il momento che la Fiorentina inizi a giocare da squadra.
UN CENTIMETRO ALLA VOLTA Non ci si può aspettare uno stravolgimento totale.
Dovrà far progredire la sua Fiorentina un passo alla volta Iachini,
che la piazza ha accolto con un mix di affetto e scetticismo. D’altronde, le premesse, sembravano poter essere differenti. Ma la classifica non permette esperimenti né può essere attraente per i grandi nomi.E sarà così anche sul mercato. Poi se ne riparlerà, più avanti, a salvezza ottenuta, e quando le cose saranno tornate tranquille.
RITROVARE UNIONE E SOSTEGNO Ad una tifoseria che ha risposto con quasi 30 mila abbonamenti, e che nonostante gli scempi visti in queste ultime settimane non ha mai fatto mancare il proprio sostegno si può dir poco.
Anzi, niente. Ora è però il momento di mettere da parte critiche preventive, delusioni e mal di pancia e di spingere tutti Iachini e la Fiorentina verso la risurrezione. D’altronde il calcio è come la vita, per tornare al Tony D’Amato pensiero: un centimetro può fare la differenza tra vivere e morire, e ‘in questa squadra si combatte per un centimetro, massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire’.
Iachini lo sa bene, e adesso è arrivato il momento che lo inizino a sapere anche i calciatori che col loro rendimento hanno preso una piega disastrosa, senza neanche, forse, rendersene troppo conto. Gli alibi sono terminati, ‘ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini’.


Lascia un commento