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Lo stupore dello stupore. Ribery, Ronaldo, e la loro lezione di vita, più che calcistica

Franck Ribery sta stupendo tutti. E come Cristiano Ronaldo ciò che colpisce è la sua fame, nonostante abbia oltre 36 anni

Sul Corriere Dello Sport, viene dedicato ampio spazio alla figura di Franck Ribery che sta entusiasmando tutti, tifosi fiorentini e non:

Lo stupore dello stupore. Parliamo di quello per le prestazioni di Franck Ribery che si è preso Firenze senza bisogno di ambientarsi.

L’ambientamento è quella cosa che separa l’ottimo giocatore dal fuoriclasse. L’ottimo giocatore ha bisogno di ambientarsi - diamogli tempo, è un campionato diverso -, il fuoriclasse, anche se si siede nel banco di un’aula dove intorno ha bambini che non ha mai visto, si fa accettare e accetta ognuno di quelli che lo circondano.

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Ribery non è un attaccante da valanghe di gol, la sua forza è quella di fondersi con la squadra. Non è un di più, è dentro. Segna, sconvolge i piani del nemico con le sue incursioni alzando il numero degli avversari ammoniti, sforna assist.

Per questo siamo stupiti da questi giocatori, come Ribery, come Ronaldo, che si sono gettati a capofitto bel campionato italiano, senza calcoli, con la voglia di giocare, di divertirsi, di vincere per se stessi e per la loro squadra.

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Siamo entusiasti di questo loro impegno, vederli segnare gol bellissimi, fornire assist, aprire varchi e poi correre dietro ai terzini. Questi che hanno vinto tutto hanno ancora voglia di vincere. Più che un insegnamento tecnico, la loro lezione riguarda proprio questo, la capacità immediata di appropriarsi di sogni e obbiettivi.

Ribery gioca come se stesse a Firenze da anni. Noi ne siamo stupiti, perché non lo sappiamo fare. Per lui è un atteggiamento naturale.

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