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L'incubo B, la reazione e un pari nel recupero che non risolve i problemi. Lunga la strada verso la salvezza

Il pareggio in extremis di Milenkovic evita guai peggiori e lascia la Fiorentina sopra la 'linea di galleggiamento'. Ma c'è tanto lavoro da fare per non sprofondare

La Fiorentina è ancora sopra la linea di galleggiamento, e allora giusto esultare al gol al 97' di Milenkovic contro il Genoa. Ma l'impressione è che sarà parecchio dura lottare per la salvezza continuando così. Con i viola che a tratti creano anche buone trame, ma che alla fine rischiano di perdere in casa contro una delle squadre più in difficoltà del campionato (a parte la Fiorentina stessa).

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Ci pensa San Nikola da Belgrado, a tempo quasi scaduto, a riacciuffare una partita che pareva maledetta. Con l'incubo della 'zona B' ad un passo, perché con la vittoria il Genoa avrebbe agganciato proprio i viola in classifica.

"COME UNA VITTORIA". Invece con il pari in extremis la Fiorentina resta a +3 su Genoa e Torino. Magre consolazioni, sì, ma bisogna pur aggrapparsi a qualcosa. "Quel gol di Milenkovic deve cambiare il vento, ma probabilmente è già cambiato.

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Stasera la squadra mi è piaciuta, soprattutto nella ripresa. Prendiamoci il punto, che è come una vittoria", ha detto Prandelli a fine gara. Per come si era messa, sì, prendiamoci il punto. E speriamo che l'episodio possa cambiare in qualche modo il destino di una squadra che quanto meno stavolta ci ha messo, qua e là, qualche idea in più.

Se non altro, è arrivata la prima vera reazione stagionale. Per la prima volta, da situazione di svantaggio, la Fiorentina è riuscita a riprendere seppur parzialmente la partita e a portare a casa punti. Un punto. Poco, ma preziosissimo.

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IN EXTREMIS. Nel mezzo una partita piuttosto soporifera nel primo tempo e un po' più vivace nella ripresa. Evidentemente all'intervallo è arrivata una qualche scossa per far rientrare la Fiorentina più convinta in campo. Ma tra Bonaventura, Vlahovic e gli altri, nessuno riusciva a sferrare la stoccata vincente.

Fino al cross di Amrabat, al tocco dello stesso Vlahovic e al guizzo di Bonaventura. Urlo liberatorio, gol ritrovato. Prima che Doveri annullasse per fallo di Jack ad inizio azione. Naturale conseguenza il classico gol dell'ex, da parte di chi aveva fatto rodere il fegato ai tifosi gigliati tra prestazioni negative e un lungo infortunio.

Il gol di Pjaca ha aperto la strada verso l'inferno della zona retrocessione, ma a quel punto, con i nervi, la Fiorentina è riuscita in qualche modo a riprenderla. E per chi ha dimostrato tante fragilità mentali in questi mesi, può essere un segnale importante.

Liberatorio, forse fondamentale, il gol di Milenkovic a tempo scaduto, quando anche il desaparecidoEysseric ci ha messo del suo per far recapitare quel pallone sui piedi di Nikola, l'uomo più avanzato di una Fiorentina alla disperata ricerca del pari.

STRADA LUNGA VERSO LA SALVEZZA. Un gol che evita il peggio ma che non cancella i problemi di questa squadra. Di un Ribery mai in partita e lontanissimo parente di quel giocatore ammirato più volte lo scorso anno, di un Callejon ancora non in condizione e da inserire al più presto nei meccanismi (meglio nella ripresa), di un centrocampo che ancora fatica parecchio nonostante sia considerato tra i migliori del campionato dalla dirigenza viola (con Amrabat ancora insufficiente), di un attacco che non riesce a trovare le chiavi giuste per sbloccarsi.

Insomma, la strada verso la salvezza sarà parecchio lunga. Con i prossimi ostacoli a dir poco complicati da saltare per questa Fiorentina. Atalanta a Bergamo, Sassuolo e Verona in casa, Juventus a Torino. Tutto nel giro di 10 giorni.

Stasera c'era da vincere per portarsi a distanza di sicurezza, invece la classifica "pesa parecchio ora", come dice Prandelli. Un punto che rinvia soltanto le lacune della Fiorentina. "Arriviamo presto a 40 punti", ripete il tecnico.

Siamo a quota 9 in 10 partite.

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