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L'humus, la comunicazione, Corvino... e un mercato deciso da un procuratore

Un benvenuto a Falcinelli e Dabo, non sono fenomeni ma magari trovano a Firenze l’humus (citazione coltissima tratta da una metafora onirica) per dare il meglio del loro potenziale. Così scrive La Repubblica. Un saluto anche a Babacar, ragazzo piazzato da Raiola, che a suo tempo aveva promesso a Cognigni, al momento della firma del contrattone, di aiutare la Fiorentina a sistemarlo per non perderlo a parametro zero.

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Il mercato è stato deciso da un procuratore potentissimo e da un colombiano che voleva andare via. Maxi Olivera e Cristoforo erano quelli da piazzare per questioni tecniche, ma non c’è stato verso. Troppo difficile. E, d’altra parte, se in giro non capiscono Maxi Olivera, questo è un problema loro (altra citazione coltissima).

Il giorno dopo la fine dell’ennesimo mercato in attivo (più sette milioni), arriva il consueto incontro organizzato in sala stampa dalla Acf Corvino & Associati, in pratica l’ennesima autocelebrazione (siamo ancora alle quattro zone Champions, ma di Sinisa non si parla mai) con qualche piccolo rimpianto inevitabile.

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La prima è per aver colmato il buco di bilancio (creato evidentemente da persone cattive che sognavano di vincere qualcosa), la seconda per non essere riuscito a far passare certi concetti ai tifosi, forse perché c’è qualcosa che non va nella comunicazione.

Già, per esempio, il fatto che se ne occupi lui in prima persona.

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