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Le lacrime di Joe, la carica di Rocco. E il ‘peggior sordo che non vuol sentire’. L’errore da non fare: dividersi. E’ vigilia, col Brescia tre punti a tutti i costi

Le lacrime di Joe, la carica di Rocco. E il ‘peggior sordo che non vuol sentire’. L’errore da non fare tra i tifosi: dividersi come ai tempi dei Della Valle. E’ vigilia, col Brescia tre punti a tutti i costi

Nell’organigramma della Fiorentina figura come direttore generale. E presto potrebbe ricoprire un ruolo  molto importante in Lega. Ma prima di tutto, Barone, è Joe, l’uomo. Quello che sale su un palco improvvisato ed in mezzo alla gente del popolo non riesce a trattenere l’emozione per l’affetto dei fiorentini.

Quel Joe che per l’ennesima volta ha voluto ribadire quanto per questa dirigenza conti la gente di Firenze, dopo aver a più riprese sventolato bandiere e magliette con slogan chiari, e ripetuto la sua filosofia. Naturale emanazione del pensiero di Commisso.

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Le lacrime di Joe, la carica di Rocco. Ed una rottura con la freddezza del passato che è stato tra i tanti punti che hanno fatto capire da subito che la storia della Fiorentina era cambiata. E con essa le prospettive. Le ambizioni di Commisso e la voglia di dar felicità al popolo viola di Barone, sono incalcolabili.

OSTACOLI. Nel mezzo i mille ostacoli della burocrazia. Sportiva, perché il fair play finanziario cambierà temporaneamente nei paletti ma come esisteva un anno fa esisterà tra un anno, e politica. O le cose cambiano, col decreto semplificazione o con nuove proposte da parte del Comune di Firenze, oppure la Fiorentina procederà spedita su Campi Bisenzio.

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Che non è più una remota possibilità, ma una seria opportunità. E dopo aver perso tempo (un anno) dietro alla Mercafir, la proprietà viola si aspetta celerità nelle eventuali controproposte da parte del Comune di Firenze. Altrimenti, come detto, sarà stadio a Campi, con le conseguenze del caso (non banali come il mantenimento di un impianto che sarebbe svuotato della sua anima ovvero la Fiorentina), tutte sul groppone della politica cittadina.

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SORDITA’. Politica, che dopo aver in un primo momento ‘frainteso’ il senso della manifestazione di venerdì, non dovrebbe aver problemi ad interpretare i messaggi chiari arrivati da parte della parte più calda del tifo viola. Un significato simbolico quelle ruspe, e quello striscione.

Ma che non lasciano spazio a troppe interpretazioni. I tifosi sono stanchi di aspettare e di non vedere mai arrivare delle soluzioni. Qualunque esse siano. E dinanzi ad un imprenditore che ha voglia di investire centinaia di milioni per il bene di Firenze e della Fiorentina, questa situazione di stallo non è più tollerabile e tollerata.

Portare avanti, ancora, il personaggio del ‘peggior sordo che non vuol sentire’ non è più possibile. ERRORE DA NON RIPETERE. C’è tuttavia un errore da non ripetere rispetto al recente passato: le divisioni interne al tifo, come al tempo dei Pro-Della Valle VS Anti-Della Valle, della maggioranza VS la minoranza.

Il tema non deve essere stadio a Campi sì/no - Franchi sì/no. Ma il bene della Fiorentina. E questo, nelle idee della proprietà passa per larghissima parte dalle infrastrutture e dall’aumento dei ricavi. Come farlo? Con uno stadio di proprietà con annessi e connessi.

E se si poteva fare alla Mercafir, sia coi Della Valle che nel primo anno di Commisso, senza che l’abbandono del Franchi fosse all’epoca un grandissimo problema, non si capisce perché il lasciare lo stadio di Campo di Marte, con un eventuale impianto a Campi Bisenzio, debba esserlo adesso.

A meno che non venga pubblicamente detto che per la politica fiorentina, farlo fuori dai confini comunali, è un problema al quale verrà fatta battaglia. Cosa che è stata lasciata intendere, ma solo tra le righe. Intanto Rocco e Joe vanno avanti.

I problemi, loro, sono abituati a risolverli, a volte aggirando gli ostacoli, ma cercando tutte le vie per arrivare in fondo e raggiungere i loro obiettivi. Dare una mano a chi si sta ponendo in questo modo dinanzi alla città e al popolo viola, è il minimo che possa fare chi ha la Fiorentina nel cuore.

CONTO ALLA ROVESCIA. Intanto, per quanto riguarda il campo, il conto alla rovescia per la ripartenza delle ostilità è praticamente terminato. Per la Fiorentina è già vigilia. Di fronte il Brescia, con un unico obiettivo: conquistare tre punti e allontanarsi in maniera quasi definitiva dalle zone calde.

Di fronte la squadra di Iachini si ritroverà una formazione ampiamente rimaneggiata, e con un piede e mezzo in B. Cogliere l’occasione al balzo è l’unica strada, per iniziare anche a guardare al futuro con la possibilità di fare prove, esperimenti, e valutazione con vista sul 2020-21, che dovrà essere quello della risalita verso la stabile lotta per l’Europa.

Ci siamo. In bocca al lupo Fiorentina, e Iachini, che si gioca il futuro.

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