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Lazio-Covid: Uefa/Lega, parametri diversi. Partite indagini. Rischia esclusione da campionato

Proseguono le indagini sul rispetto delle regole anti coronavirus della Lazio. Rischia anche l'esclusione dal campionato

Il caso Lazio-coronavirus si allarga e riguarda da una parte la documentazione prodotta dai club italiani, dall’altra quella che esige l’Uefa, scrive la Gazzetta Dello Sport. I FATTI. La cronologia degli eventi parte da lunedì 26 ottobre.

Il gruppo viene sottoposto ai tamponi previsti dall’Uefa: non partiranno per Bruges, seconda tappa di Champions, Immobile, Luis Alberto, Pereira (risultato negativo a nuovi controlli e poi aggregato), Lazzari e Anderson. La Lazio non rende noti i nomi dei calciatori colpiti dal Covid per ragioni di privacy: ma la loro esclusione dalla trasferta ha questa unica motivazione.

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Out anche Leiva e Strakosha già indisponibili per influenza e disturbi gastrointenstinali. Domenica 1 novembre, appena cinque giorni dopo l’assenza di coppa, Immobile risulta negativo e partecipa al viaggio a Torino: in panchina all’Olimpico, subentra (come Leiva) e segna su rigore il gol del 3 a 3. Ieri l’ultima puntata: Immobile, Leiva e Strakosha vengono di nuovo fermati dall’Uefa per positività al tampone alla vigilia di Zenit-Lazio.

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L’incongruenza è eclatante e, se verificata, avrebbe conseguenze pesanti e non solo a livello sportivo. L’ incongruenza deriva dal differente modo di valutare le analisi: l’Uefa si affida (per i club italiani) al Synlab, in campionato ogni società è libera di appoggiarsi a strutture convenzionate e riconosciute dall’autorità sanitaria locale.

I controlli Uefa prevedono uno screening su tre geni: E, Rd/RP, N. Le cliniche dei club possono riferirsi a uno solo di questi (N): un’opzione a cui le società CAOS. L’interista Hakimi, positivo per l’Uefa alla vigilia del Borussia, era negativo al controllo successivo dell’Inter (e in campo con il Genoa): stesso risultato attestato dal nuovo tampone Uefa.

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I milanisti Donnarumma e Hauge, assenti contro lo Sparta Praga, erano a disposizione (Gigio titolare) a Udine: tre casi di falsa positività, attestati dalle autorità sanitarie. Diverso il caso dei laziali: positivi, negativi, di nuovo positivi.

SANZIONI. Le norme emanate dalla Figc l’8 giugno sono piuttosto dure per i furbetti dei protocolli. “In caso di violazione – si legge -, a carico della società responsabile si applicano, a seconda della sua gravità, le sanzioni di cui all’art.

8 che vanno dall’ammenda, alla penalizzazione, alla retrocessione all’ultimo posto fino all’esclusione dal campionato. La gravità della violazione è valutata in funzione del rischio per la salute dei calciatori, degli staff, degli arbitri e di tutti gli addetti ai lavori esposti al contagio da Covid-19, nonché dell’accertata volontà di alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione”.

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