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Lasciarsi alle spalle Cagliari, imparando dagli errori. La sosta aiuta a recuperare energie, anche se in 14 sono in giro per il mondo

I segnali che portavano alla batosta di domenica si erano già manifestati nelle partite precedenti: a Montella il compito di trovare il bandolo della matass

La sconfitta col Cagliari brucia e brucerà ancora, ma occorre lasciarsela pian piano alle spalle, cercando di imparare dai tanti errori commessi. Errori da parte di tutti, nessuno escluso. In campo ci vanno i giocatori della Fiorentina e nessuno può dirsi esente da colpe, così come sono innegabili le responsabilità di Montella.

L'approccio alla partita è stato totalmente sbagliato, si è detto in tutte le salse. Ciò che rende più grave la disfatta alla Sardegna Arena è che non è stato un fulmine a ciel sereno. C'erano state avvisaglie in tutte le recenti uscite della Fiorentina, che dopo la sosta ha sempre mostrato carenze nell'approccio alla partita, quello che nelle prime uscite era il fiore all'occhiello dei viola.

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Certo, contro Sassuolo e Parma, per citare le precedenti due uscite, la squadra aveva avuto una reazione. Ma qui c'è da considerare anche il valore dell'avversario, il Cagliari, squadra rivelazione e più in forma della SerieA che vola sulle ali dell'entusiasmo.

Se chiudi il primo tempo sotto 3-0 è davvero difficile trovare la forza per reagire nella seconda frazione, come accaduto con Sassuolo e Parma. Ecco che il disastro è servito. Gli strascichi di una sconfitta umiliante come quella subita a Cagliari si protrarranno almeno fino a domenica 24 novembre, data del rientro dalla sosta contro l'Hellas Verona.

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La sosta delle nazionali aiuterà i viola a recuperare energie fisiche e mentali, ma non consentirà agli uomini di Montella di avere un'opportunità di riscatto in tempi brevi. Comunque sia, si dice che le pause penalizzino le squadre in forma e aiutino le squadre in difficoltà, perciò si può affermare che la sosta arrivi al momento giusto per la Fiorentina.

Certo, in tanti hanno lasciato Firenze per raggiungere le rispettive nazionali. Ben 14, per essere precisi. Badelj, Brancolini, Caceres, Castrovilli, Chiesa, Duncan, Dabo, Milenkovic, Pedro, Pezzella, Pulgar, Ranieri, Sottil e Terzic non saranno a disposizione di Montella all'incirca per i prossimi 10 giorni.

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Tredici appartengono alla prima squadra, uno (Duncan) alla Primavera. Sono in tanti, ma il tecnico gigliato dovrà lavorare sulla mentalità di chi è rimasto. E anche per coloro che sono partiti, gli stimoli dell parentesi nazionale potranno aiutare a ricaricare le energie mentali oggi carenti in tutto il gruppo.

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