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L'appello di Barone: "Restiamo uniti". Tra stadio e arbitri, ora serve la salvezza

"Inutile parlare di mercato e futuro": la Fiorentina resta invischiata nella lotta per non retrocedere, bisogna far punti

Dopo aver aperto tanti di fronti trasversali di battaglia con colpi di comunicati e una volta perfino di megafono – il nuovo stadio, le accuse al sistema arbitrale, la richiesta di nuove regole per l’uso del Var – la proprietà americana della Fiorentina sembra aver preso coscienza del problema più concreto: la classifica è davvero poco ok.

E’ il primo, vero momento complicato dopo mesi di osanna a scatola (quasi) chiusa e la svolta si percepisce: nove partite da giocare, 6 punti di scorta sulla B, una squadra in crisi di risultati e forse di testa. Ieri si è esposto Joe Barone, direttore generale e soprattutto uomo di fiducia plenipotenziario di Commisso.

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Il senso è: siamo tutti uniti e, soprattutto, stiamo tutti uniti, scrive La Nazione. TESTA AL CAMPO. «La realtà è il campo, i risultati si fanno lì. E’ inutile parlare di altre situazioni, di mercato o di futuro», sottolinea Barone.

L’atterraggio di emergenza dopo la crisi di risultati sembra una situazione a metà fra un passo indietro e una buona notizia, se dalle battaglie fast a tutto campo la Fiorentina si concentra sul campo magari può ottenere qualcosa di più.

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A fine stagione saranno esaminati i vari momenti in cui la proprietà è andata un po’ lunga nella ricerca di impatto e visibilità – procurandosi anche qualche antipatia a livello di sistema? – ma ora davvero la situazione deve essere affrontata a livello calcistico, più che urbanistico e strategico per battaglie che (forse) un giorno porteranno vantaggi.

Domani sera la Fiorentina giocherà a Parma e prima ancora dei gialloblù oggi dovrà tener d’occhio il Lecce che giocherà in casa del Sassuolo. Per ora voli rasoterra, il resto si vedrà.

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