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Lafont vs Cragno, sfida tra giovani giganti

Uno del '99, l'altro del '94, diventati portieri in corso d'opera. Alban segue un personale primato, Alessio giocherà praticamente 'a casa'.

Alessio Cragno è nato a Fiesole, a pochi passi dallo stadio Franchi, nel 1994, Alban Lafont ha fatto di quel rettangolo verde casa sua.

Un solo gol subìto davanti al proprio pubblico, meglio di qualunque altra squadra in Serie A, persino della Juve. La sfida tra i pali, domenica è tra loro, tra il futuro della Nazionale italiana, con Mancini che ha già convocato due volte il rossoblu, e quello di Francia, perché oltralpe sono convinti che Alban possa diventare il successore niente meno che di Lloris e Areola.

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Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

LA MISSIONE DI LAFONT. Il francesino ha una missione: tenere inviolata la sua porta alimentando quel suo primato personale di 239 minuti di imbattibilità casalinga. C’è da rincorrere il quinto successo consecutivo per tentare l’assalto alla storia, a quei sei successi interni consecutivi messi insieme in campionato dalla Fiorentina di Prandelli nel 2005/06.

Reattivo tra i pali, molti gli imputano qualche uscita di troppo, eppure lui non se ne cura. La squadra si fida di lui.

VIOLA DENTRO. Cragno, un po’ come Alban che in realtà a calcio giocava ma come attaccante, al pallone non ci pensava nemmeno.

Gli piaceva il nuoto. Poi, cominciato a giocare, si è ritrovato catapultato in porta rimanendone conquistato. Contro la Fiorentina al Franchi ha vinto lo scorso maggio, nel giorno che ha praticamente sancito l’uscita di scena dei viola dallo sprint per l’Europa League, poi ha sempre perso.

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