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La svolta Iachini: poche e semplici mosse. Il calcio di Montella era ormai insostenibile

Beppe è arrivato tra lo scetticismo di molti, ma in venti giorni ha conquistato tutti. Fuori Badelj dentro Benassi, un calcio più verticale e coraggio ritrovato.

L’energia della svolta ha sorpreso tutti, forse anche Iachini, scrive La Nazione. Fuori Badelj e dentro Benassi, sì, ma come si spiega tutto il resto? Attraverso quali passaggi 11 giocatori sono tornati a essere una squadra, passando in pochi giorni dalla paura alla consapevolezza prima del salto di qualità a Napoli?

Il primo sospetto è che la maggior parte dei calciatori non si sia disperata per il licenziamento diMontella. Il secondo è che il calcio più semplice e verticale di Iachini sia stato fin da subito il vestito migliore per una squadra che non aveva più la forza di essere ambiziosa nel palleggio e stava perdendo certezze anche nelle situazioni più semplici.

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ESONERO. Il ritorno a un clima più normale ha aiutato tutti. L’inevitabilità dell’esonero è stata accolta come una specie di liberazione da Montella, che aveva finito la scorsa stagione con 6 sconfitte in 8 partite ed è stato sollevato – che rassegnazione nello sguardo – dopo averne perse 5 su 7.

Anche per lui probabilmente l’addio è stato un passo indietro già messo in conto (dopo la sconfitta a Torino la società aveva già pensato a Gattuso, che aveva preso tempo avendo già mezza parola con il Napoli). E il senso di questa fragilità incombente era stato trasmesso ai giocatori.

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CHE SCOSSA. Eppure sono stati in molti ad avere accolto in modo tiepido Iachini: curriculum senza picchi in serie A, anni di lotte dure per non retrocedere, un recente e sanguinoso esonero a Empoli. Eppure Beppe ha tolto il tappo alla Fiorentina e le ha restituito energia attraverso tre concetti non elaborati: aggressività, intensità, ripartenze veloci.

EPISODI. Le stagioni possono «girare» anche sulla base di episodi favorevoli. Ce ne sono stati tre particolarmente significativi: in Fiorentina-Spal, sullo 0-0, Valoti è solo di fronte a Dragowski e decide di superarlo con un «cucchiaio»: il portiere sfiora la palla quel poco che basta.

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Il secondo episodio, poco dopo, è quello di Pezzella: il capitano sale in ascensore e segna salvando la Fiorentina dal teorico terrore di avvicinarsi alla zona retrocessione. Infine la rete segnata all’85’ da Lirola in 10 contro 11 contro l’Atalanta convinta di vincere dopo avere appena pareggiato.

La presunzione dell’Atalanta, la botta di coraggio della Fiorentina.

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