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La svolta c'è stata, ma ai viola non basta un super Ribery per vincere

Fuori la paura e dentro la grinta: la reazione della Fiorentina dopo il gol del Sassuolo. Si riparte da qui, anche se la classifica resta preoccupante

La reazione è arrivata, forte e chiara, dopo settimane di tensione e una crisi di prestazioni e di risultati che pareva senza fine. Stavolta la tanto attesa risposta della squadra, invocata più volte dal tecnico Cesare Prandelli, c’è stata.

Eccome. Una Fiorentina che ancora deve trovare i giusti movimenti, l’ordine nelle due fasi, l’equilibrio necessario per non smarrirsi alla prima occasione ma che ribatte colpo su colpo al Sassuolo che viaggia nelle parti altissime della classifica e che fa di palleggio, fisicità e brillantezza del gioco le sue armi migliori.

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Così scrive La Repubblica. REAZIONE. Il Sassuolo va subito in gol con Traorè. La retroguardia dei viola che traballa e si abbassa troppo, sintomo della paura che può giocare brutti scherzi in certe occasioni. Eppure, proprio in questo momento e sotto nel punteggio, i viola tirano fuori la rabbia.

Mostrano il carattere e Ribery, uno dei leader, si sgola. Il francese prova a trascinare con le sue giocate, le urla, gli applausi a incitare i compagni. Prandelli ripete spesso una parola che svela la sua missione: ordine. Vuole una squadra ordinata, che non reagisca d’istinto ma sia ragionevole e sappia quando poter affondare il colpo.

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Con intelligenza e sangue freddo. GRINTA. Come quello di Vlahovic, che al 35’ dal dischetto spiazza Consigli e trova la seconda rete in campionato. Da quel momento la Fiorentina si toglie l’abito della paura e indossa quello della grinta.

Si cala nella realtà che Prandelli aveva chiesto di analizzare e di far propria. Lotta e gioca come avrebbe dovuto fare già da un pezzo. A una manciata di minuti dal termine Ribery si accende, passa con una giocata delle sue in mezzo a due in area e lascia partire una bordata che si stampa sulla traversa.

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È l’immagine di una squadra che si è ritrovata al cospetto di una squadra forte e ben attrezzata. È il messaggio migliore che potesse arrivare, al di là della classifica che ancora preoccupa.

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