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La solitudine delle punte viola. Kouame, pochi tocchi in più di Dragowski, palle perse e la sensazione crescente che non possa fare la prima punta

Altra serata anonima per Kouame a Parma. Poche palle toccate, molte perse, e la sensazione crescente che abbia caratteristiche diverse dalla prima punta

28 palloni toccati, 4 in più di Dragowski, 1 tiro, neanche degno di finire negli highlights della Lega. La partita di Kouame al Tardini, in numeri, finisce qua. Sessantotto minuti non certo da ricordare. E non certo soltanto per colpa sua.

IL VERO, DOPPIO, PROBLEMA. Nelle ultime due gare l’unico acuto che resta è un colpo di testa all’Olimpico. Nel grigiore della manovra offensiva viola è l’emblema di un problema che attanaglia questa Fiorentina: la punta. Sia per caratteristiche, che per trame di gioco.

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Perché nelle prime uscite stagionali, in cui Kouame era stato promosso al ruolo di punta titolare nelle gerarchie di Iachini, qualcosa aveva anche fatto intravedere. Col Toro, ad esempio, dove un paio di occasioni se le divorò e in un’altra fu straordinario Sirigu, segnando poi a San Siro dove si divorò altre due occasioni.

Così come con la Samp. Fino, poi, a scomparire nel nulla. A Parma è emersa la solita grave mancanza in casa viola: il centravanti in grado di poter scardinare squadre che si mettono dietro. Sia con giocate individuali, che con una trama di gioco all’altezza.

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Perché se è vero che Kouame non ha tirato in porta, Vlahovic e Cutrone nelle gare precedenti non avevano fatto meglio. PRIMA PUNTA. Sulle caratteristiche di Kouame è già stato detto abbastanza. Al Genoa aveva fatto vedere ottime cose giocando da seconda punta, mentre alla Fiorentina continua ad esser schierato come riferimento centrale.

E così come i colleghi di reparto, Vlahovic o Cutrone che siano, spalle alla porta continuano ad evidenziare limiti enormi. Anche a Parma, dopo Castrovilli, è proprio la punta l’elemento viola ad aver perso più palle di tutti.

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Segno evidente che, quel tipo di lavoro richiesto al centravanti, Kouame non lo ha nelle corde. Che in area, poi, arrivino palloni giocabili col contagocce non è, invece, una novità. Tutti aspetti sui quali ci sarà da lavorare.

Sia per quanto riguarda i singoli, che per chi dovrà allenarli, farli cresce e metterli in condizione di buttarla dentro. Iachini, o un altro, che sia o sarà.

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