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La rivoluzione di luglio: Berna unico intoccabile. Di Francesco prima mossa

CI SONO priorità inevitabili nell’agenda dove la Fiorentina sta scrivendo il suo futuro. Un ordine di cose, di situazioni da risolvere, di problemi da affrontare che come primo passo considera solo e soltanto il nome del nuovo allenatore.

ANCHE per questo, rincorsa e patto per l’Europa a parte, la società viola già nelle prossime settimane e comunque entro la fine del campionato, punta a sciogliere il nodo della nuova panchina.

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La pole – ormai è evidente da tempo – ce l’ha in mano Eusebio Di Francesco, ma dopo la pole c’è da vincere la gara (la Roma rimane un avversario temibile) e anche per questo la Fiorentina pur puntando tutto sul tecnico del Sassuolo, continua a tenere vive le piste Semplici (Spal), Maran (Chievo), Giampaolo (Samp) e ovviamente Sarri (Napoli).

Nella gerarchia delle priorità per l’estate, dopo il nuovo allenatore arrivano altre questioni decisamente complicate. Prendiamo Federico Bernardeschi. La macchina per tentare di arrivare al rinnovo (con o senza clausola rescissoria) si è già messa in moto anche perché, per Della Valle, Berna era, è e rimarrà incedibile.

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Il problema saranno dunque le proposte che sicuramente arriveranno sul piatto della società e dello stesso giocatore. Pacchi di milioni di euro che solo davanti a una convizione ’rigida’ (e blindata da un nuovo contratto) sottoscritta in anticipo, la Fiorentina potrà replicare nel modo giusto.

INSIEME al caso Bernardeschi, un’altra delle priorità viola sarà anche il futuro di Kalinic.

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Anche qui la società vorrebbe puntare sul classico ’non è in vendita’, ma quanto accaduto a gennaio (con il no al trasferimento dorato in Cina), sembra mettere il croato in una posizione di... forza. In altre parole lo scenario, o meglio il bivio al quale potrebbero trovarsi la Fiorentina e quindi lo stesso Kalinic è questo: che fare se alla porta dell’attaccante bussano, con l’offerta giusta, come pare, club del calibro del Borussia Dortmund?

Nell’agenda della società viola c’è poi spazio per altre situazioni da risolvere il prima possibile. Prendiamo Badelj. Dopo troppi mesi di messaggi cifrati (del giocatore), atteggiamenti polemici (il procuratore del croato) e prese di posizione rigide (Corvino), è arrivato il momento di risolvere – in un modo o nell’altro – la questione.

Il rischio soprattutto per la Fiorentina è di andare incontro allo svincolo di Badelj (contratto in scadenza nel giugno 2018) con la conseguenza di perdere il centrocampista a zero euro già a partire dalla fine del prossimo mercato d’inverno.

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