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La ripresa e il format: giorni decisivi per la Serie A

Consiglio di Lega, incontro con Spadafora e discussioni su playoff e playout: settimana chiave per il nostro calcio. La data per ripartire? Il 13 giugno

Inizia oggi una settimana chiave per il mondo del calcio italiano, quella che dovrebbe portare all'ufficializzazione della data di ripartenza della Serie A.

Giovedì Spadafora ha in programma un summit con Gravina e Dal Pino e dai numeri uno di Figc e Lega si aspetta le ultime rassicurazioni, fermo restando che la spinta decisiva arriverà dall'approvazione da parte del Cts del protocollo per la fase delle partite e...

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dalla curva dei contagi che magari permetterà di allentare i termini della quarantena. L'idea della Lega è quella di ricominciare il 13 giugno, grazie a una variazione del dpcm che Spadafora si è già impegnato a fare. Non perdere una settimana consentirà, se una formazione finirà in quarantena perché alle prese con un caso Covid, di avere qualche chance per arrivare comunque al termine del torneo, soprattutto se la Uefa "regalerà” alle varie federazioni un altro paio di finestre ad agosto.

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Così scrive Il Corriere dello Sport. PLAYOFF-PLAYOUT. Della data della ripartenza della A si parlerà domani nel consiglio di Lega che, tra gli argomenti all'ordine del giorno, ha anche i criteri con i quali la stagione verrà conclusa.

Dopo la delibera del Consiglio Federale i play off (e play out) non sono più un tabù. In realtà domani (ore 15 il via dei lavori) il Consiglio della Lega non potrà prendere certo una decisione riguardo ai play off perché questo è un tema da assemblea (ci sarà venerdì?).

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L'orientamento in Lega è quello di disputare tutti i match in programma e i vertici sono convinti che il tempo per riuscirci ci sarà. Ciò premesso, siccome i criteri eventuali dei play off e dei play out saranno stabiliti dal prossimo Consiglio Federale (a inizio giugno: 3-4?), l'idea è quella di arrivare a quella data con una proposta che poi andrebbe votata dalle componenti.

Insomma, la Serie A vorrebbe raggiungere un accordo per stabilire le proprie regole della post season, sperando naturalmente che non siano necessarie. ACCORDO DIFFICILE. Raggiungere un'intesa, però, pare tutt'altro che facile perché se da una parte la Figc vorrebbe coinvolgere il maggior numero di formazioni possibili (inserendo anche una poule per la qualificazione all'Europa League), dall'altra in Lega chi è sicuro di una posizione in classifica non vorrebbe vederla messa a rischio.

Prendiamo i play off scudetto: giocarli a quattro (Juventus, Lazio, Inter e Atalanta) è molto diverso che giocarli a sei perché, al momento, entrerebbero in ballo anche la Roma e il Napoli e soprattutto perché Inter e Atalanta non sarebbero più sicure della qualificazione alla prossima Champions nonostante gli uomini di Conte adesso siano a +15 (con una partita in meno) rispetto a quelli di Gattuso.

Discorso simile si può fare per la corsa salvezza, con il Brescia e la Spal assai staccate rispetto ad avversarie che entrerebbero in corsa magari se a essere coinvolte fossero le ultime 8 della graduatoria. Un bel rompicapo che rischia di creare parecchie incomprensioni e litigi.

Ecco perché Gravina e Dal Pino sperano che non siano necessari.

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