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La Repubblica: stadio a Campi, le domande ancora senza risposta

La Fiorentina sembra indirizzata a voler costruire il proprio impianto a Campi Bisenzio. Ma restano in piedi molti dubbi

Un nuovo stadio può garantire maggiori introiti, e maggiori introiti significano una squadra più competitiva. Per questo i tifosi hanno fretta. Che sia il Franchi, il Ridolfi, Campi o qualunque altra soluzione non importa, purché si faccia in fretta.

Lo riporta questa mattina la Repubblica. Ed è proprio la tempistica, oltre alle questioni burocratiche, il problema maggiore di Palazzo Vecchio. Nardella aspetta il decreto semplificazione di metà luglio, quello che potrebbe dare maggiori poteri ai sindaci.

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Anche per lo stadio. Difficilmente, però, il decreto gli consentirà di abbattere le curve del Franchi. Particolare su cui Commisso non è disposto a fare passi indietro: o si buttano giù le curve, o il Franchi non gli interessa.

E non gli interessa nemmeno la Mercafir. L’opzione Ridolfi? Solo un’ipotesi per ora. Ma anche lì ci sono delle regole da rispettare. Va abbattuto l’impianto di atletica, va presa una parte di quello di rugby e c’è da fare una valutazione economica dell’area.

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Insomma, i costi potrebbero essere un problema. Come potrebbero esserlo per Campi Bisenzio. Chi pagherà i lavori per lo svincolo autostradale? Quanto tempo serve per accedere ai fondi europei per l’allungamento della tramvia?

Quanto ci vuole per far approvare tutti i progetti? Insomma, da qualunque direzione si guardi la realizzazione del nuovo stadio ha qualche ostacolo da superare. Di certo in questo momento Campi è in vantaggio, ma siamo solo all’inizio.

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