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La Repubblica, inizia il Prandelli II: “Il cuore e l'istinto mi hanno detto di tornare”

Il ritorno del tecnico che ha portato i viola in Champions League è l'argomento principale sulla pagine sportive de la Repubblica

Sono passati dieci anni dall’ultima volta, quando Cesare Prandelli era l’allenatore della Fiorentina al termine del ciclo più avvincente della gestione Della Valle. Un gruppo forte, ambizioso e capace di crescere assieme a quell’uomo dai modi gentile ma anche dal carattere forte e travolgente.

Nel saluto che rivolge a chi gli chiede una foto, fuori dai cancelli del centro sportivo nel giorno del suo ritorno in società, c’è tutto l’affetto di chi questo club non lo avrebbe mai voluto lasciare. "Negli ultimi quindici anni ho sempre pensato alla Fiorentina - dice durante la presentazione ufficiale - sono stato l’unico allenatore a comprare l’abbonamento per due anni allo stadio.

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Ho sempre amato questa squadra, mi ha accolto e mi ha dato tanto e spero di poter restituire anche io. Il cuore e l’istinto mi hanno detto di tornare qui". L’unità di intenti, la condivisione. "Tutto è stato condiviso - ribadisce Pradè - Non voglio alibi.

Ho letto più volte che io avrei preso un allenatore diverso. Quando si sceglie Iachini, lo si fa insieme. Se avessi contattato Juric o De Zerbi, sono convinto che il presidente me li avrebbe presi. Chiediamo pazienza. Non voglio pensare che sia un anno buttato via, altrimenti la responsabilità sarebbe mia e dovrei andare via io".

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Prandelli ha già le idee chiare. Sulle ambizioni, per esempio: "La parte sinistra della classifica non può essere l’arrivo, al massimo il punto di partenza. Qui ci sono tante potenzialità, mi auguro di tirarle fuori". Sulla società: "Sia Rocco che Joe Barone sono due persone di una sensibilità umana straordinaria.

Commisso mi ha detto che è una buona squadra, sta a noi tirare fuori il meglio. C’è una struttura societaria talmente snella che rende tutto più piacevole". Sull’identità: "La squadra che indossa questa maglia deve sempre dare tutto quello che può.

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Dobbiamo essere liberi di testa e avere coraggio. Conosco la tifoseria, a Firenze è nato tutto e non ci si sente secondi a nessuno".

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