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La reazione è quella giusta. Terza panchina per il Cholito, che entra e propizia la vittoria viola

Anziché abbattersi si è smosso Giovanni Simeone. Scalzato da Muriel, adesso, deve riprendersi la Fiorentina

Nelle intenzioni degli uomini mercato viola c'era anche quanto accaduto a Torino: Muriel come pungolo per smuovere Simeone. E gli effetti si sono subito visti. A Torino è stata la terza volta che l'argentino è partito dalla panchina.

Era accaduto proprio a Torino in campionato, e a Reggio Emilia. In una circostanza aveva anche segnato, nell'altra, contro i granata, si mangiò l'occasione del vantaggio sparando su Sirigu. Più o meno quanto accaduto in Coppa.

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Con la sottile differenza che poi Chiesa l'ha messa dentro.

E con un'altra grande differenza: la progressione e la resistenza del Cholito a Djidji. E il piglio giusto dell'argentino nel fare il suo ingresso a gara in corso dopo esser stato scalzato da un Muriel ancora in netto ritardo di condizione.

Ferito, nell'orgoglio, ma vivo e  con un fuoco interiore di nuovo esploso e da mettere al servizio della causa viola. A differenza di come altre volte si era mostrato nel vederlo negli occhi e nei movimenti quasi a nascondersi nel terribile per lui finale di 2018.

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Scatto e progressione, dicevamo, che ai più ha ricordato quella fuga all'Olimpico nello 0-2 quasi epico contro la Roma dello scorso campionato, quando sulle ali dei nervi la Fiorentina volava verso una rincorsa europea nel ricordo di Davide Astori.

E pazienza se i più sottolineano (più che legittimamente) che quel gol se l'era comunque mangiato Simeone, e che poteva servire Chiesa solo al limite dell'area. Ma ciò che contava contro il Torino era vederne una reazione. Decisamente diversa rispetto a quel sorriso incredulo dopo il clamoroso errore a Marassi contro il Genoa di fine 2018.

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Certo se il risultato finale non fosse stato quello che è stato, oggi, le valutazioni ed i discorsi probabilmente sarebbero stati ben diversi.

Ma nel calcio non esistono se e ma. Il 2019 di Simeone inizia dunque con una nuova sfida. Decisamente diversa: adesso deve riprendersi la Fiorentina e il ruolo di attaccante titolare. Cosa che fin qui non era mai accaduta. Ora una valida alternativa alle spalle c’è.

Anzi. Se fin qui erano stati Babacar, Falcinelli, Vlahovic e solo in parte Mirallas, con l’arrivo di Muriel è un’altra cosa.

Perché il colombiano presto entrerà in condizione, è solo questione di tempo. E il Cholito lo sa. Ora tocca all'argentino rispondere presente.

Come accaduto a Torino. Dai segni di insofferenza (in Fiorentina-Roma e Frosinone-Fiorentina su tutte) allo scambio di cinque con Federico Chiesa il passo può essere anche più breve del previsto.

Inizio ok, dunque. Ora continuità e una presa decisione sotto porta migliore da trovare.

Perché se è vero che Chiesa è arrivato ed è riuscito a mettere dentro lo 0-1, è altrettanto vero che al tiro l'argentino deve migliorare a tutti i costi. Intanto, chi temeva di ritrovarsi un Cholito emotivamente in difficoltà per la panchina e l'arrivo di Muriel, deve ricredersi. La concorrenza sembra avergli fatto bene.

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