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La rabbia non basta: Viola aggressiva ma ingenua nel finale

Iachini e Commisso motivano i viola, ma tra Pezzella e Dragowski errori che costano due punti. Altro appuntamento mancato con la vittoria.

Ci credeva Beppe Iachini. Ma la tensione con cui dava ordini alla squadra mentre, in pieno recupero, Orsolini sistemava la palla su quel calcio di punizione, quello sbracciarsi, gridare e infine beccarsi l’ammonizione, sembravano un presagio.

Presagio di una vittoria che la Fiorentina si è vista soffiare sotto il naso, una manciata di secondi prima del fischio finale. Ok, la pennellata di Orsolini assomiglia da vicino a un capolavoro, l’ingenuità di Pezzella che provoca il calcio piazzato è da debuttanti e Dragowski, dopo una raffica di interventi azzeccati, è apparso meno convinto e sicuro proprio sull’episodio decisivo, ma detto questo, il pari di Bologna fa risvegliare la squadra viola ancora una volta nei pressi dei bassifondi della classifica.

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Così scrive La Nazione. NUOVA LINFA. Appuntamento con i tre punti rimandato, dunque, in attesa che il lavoro di Iachini e il mercato diano alla Fiorentina una fisionomia diversa da quella che ha portato Montella all’esonero e spinto la squadra in una posizione da brividi.

C’era Rocco Commisso in tribuna. Motivato e motivatore del gruppo, quando stava per alzarsi dalla sua poltroncina e chiudere la prima trasferta dell’anno, anche lui è risprofondato. La Fiorentina aveva fatto vedere segnali di risveglio importanti per buona parte della gara.

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Gioco alla Iachini, certo, con una squadra molto coperta, concentrata soprattutto a togliere spazi agli avversari, ma più sveglia rispetto al passato con Chiesa tornato nella condizione migliore, Benassi ‘acceso’, dopo settimane al buio, Pulgar attento e tatticamente disciplinato in cabina di regia.

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