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La Nazione: Commisso, finalmente "Credo nella zona Europa"

Il presidente della Fiorentina è tornato a Firenze per star vicino alla squadra e occuparsi in prima persona dei temi più caldi

Non vedeva l’ora di rimettere piede a Firenze, Rocco Commisso. Chiuso come un leone in gabbia nella sua villa di Saddle River, lontano dal suo primogenito Joseph, ha atteso quasi sette mesi prima di tornare in Italia. Ecco perché deve sostenere un’ennesima mini-quarantena della durata di quattro giorni.

Poi tanti impegni. Specie sul fronte stadio, dove di recente si sono registrate le notizie migliori. Di tempo a disposizione, tuttavia, Commisso ne avrà parecchio. Mister Mediacom ha in programma di trattenersi a Firenze tra i due e i tre mesi.

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Un periodo sufficiente per capire come si evolveranno nel concreto le cose sul fronte infrastrutture e valutare i risultati sul campo della sua Fiorentina 2.0: «Con l’emendamento sugli stadi è stata fatta una bella cosa» ha commentato Commisso appena arrivato all’hotel dove effettuerà la quarantena: «Voglio ringraziare i legali della Fiorentina per il lavoro svolto.

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La nostra è una mossa che mira ad aiutare il calcio italiano. Sono fiducioso ma è bene chiarire una cosa: io non metterò soldi se non avrò il controllo dell’impianto, che dovrà essere fatto come dico io». Un concetto chiaro, espresso già in passato.

Spazio poi al centro sportivo di Bagno a Ripoli: «Parlerò con le istituzioni per capire come andare avanti nel progetto» ha detto Commisso: «La Sovrintendenza ha fatto delle richieste e io ho agito come potevo per accontentarla.

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I costi però stanno aumentando e non potrà essere così all’infinito». Uno sguardo, tuttavia, Rocco lo ha dedicato anche al campo e alla squadra che sta nascendo. Un gruppo che, per sua stessa ammissione, può già oggi sperare di entrare in Europa: «Io ci credo.

Con Iachini da inizio campionato la squadra avrebbe ottenuto 58 punti a fine stagione: un dato che non ci terrebbe troppo lontani da quel traguardo. Ma sia chiaro – ha precisato Commisso – se non ci arriveremo non sarà un fallimento.

Per ora restiamo a sinistra della classifica e speriamo di arrivare più in alto possibile. Non c’è nessuno che vuole vincere più di me». L’asticella viola, anche se per il momento di poco, è pronta ad alzarsi.

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