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La miglior Fiorentina non basta per vincere, peccato! Muriel è già determinate mentre Simeone sempre meno. Pioli, un futuro incerto da film già visto

I viola avrebbero meritato i tre punti, grazie anche alla doppietta del colombiano, ma alla fine arriva solo un pari nonostante le tante occasioni da gol create

Peccato. La Fiorentina contro la Sampdoria al Franchi gioca una delle sue migliori partite stagionali ma la vittoria non arriva. Anzi. Addirittura i viola rischiano di perdere, e devono ringraziare il gol di Pezzella in pieno recupero.

I tre punti sarebbero stati più che meritati ma alla fine non sono arrivati, al termine di una gara dove nel bene e nel male ha fatto tutto la Fiorentina. Sul piano del gioco la squadra di Pioli ha sovrastato quella di Giampaolo, così come nelle azioni da gol create.

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Chiesa prova a fare gol in tutte le maniere ma non trova fortuna. Allora prova a mandare in gol Simeone, in almeno due occasioni, ma il Cholito ha perso da tempo la via del gol. Al problema del (non) gol, purtroppo, si somma anche quello della prestazione.

Se la gara di Coppa Italia di Torino aveva fatto credere in un Simeone ritrovato, quella contro la Sampdoria ha mostrato un giocatore incapace anche di riuscire a tenere palla per far salire la squadra. MURIEL ‘FENOMENO’. Per fortuna Pioli e i viola trovano subito un grande Luis Muriel.

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Segna due gol alla sua ex squadra, uno più bello dell’altro, con il secondo da applausi infiniti per la sua bellezza, la sua qualità, la sua genialità e difficoltà. Certo, sul piano della condizione deve trovare ancora lavorare ma è in viola solo da due settimane, senza dimenticare che da molti mesi non giocava due partite in sette giorni.

Il colombiano dimostra di essere un giocatore che sa dare del tu al pallone in maniera naturale e spettacolare. Per qualcuno assomiglia al 'Fenomeno' Ronaldo. In qualcosa sembra davvero ricordarlo. Intanto si è presentato al Franchi con una doppietta: l’ultima volta che segnò due gol fu il 20 novembre 2016, in Sampdoria-Sassuolo.

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EDIMILSON, GRAVE ERRORE. Un pareggio che almeno non chiude la rincorsa all’Europa. Domenica a Verona contro il Chievo sarà però fondamentale vincere. La Fiorentina dovrà farlo senza Biraghi (diffidato e ammonito contro la Samp) e Edimilson.

Lo svizzero è uno di quei giocatori su cui lavorare per il futuro. Ha caratteristiche che possono farlo diventare un buon giocatore ma non può certo mettere in difficoltà la propria squadra come ha fatto contro la Sampdoria. Due ammonizioni in 38 minuti di gioco sono troppe.

Non si può lasciare la squadra con un uomo in meno in quella maniera. Ha giocato con troppo irruenza, non ha saputo controllarsi sapendo che aveva sulle spalle già un’ammonizione. PIOLI E UN FUTURO INCERTO. Infine, Pioli. Anche contro la Sampdoria le scelte delle sostituzioni hanno fatto discutere in molti.

Nei tempi, nei modi, nei giocatori. Il gioco della Fiorentina non sarà trascendentale, non sarà affascinante, ma è innegabile che partita dopo partita riesce a creare molte azioni da gol. Muriel in tal senso può dare una grossa mano, in attesa che Chiesa trovi la porta con maggiore continuità e che il Cholito Simeone torni a essere il giocatore della scorsa stagione.

Il tutto in attesa di conoscere anche il suo futuro. Pioli è l’allenatore di una Fiorentina che ancora punta all’Europa ma tra poco più di quattro mesi scadrà il suo contratto. Per adesso lo stesso tecnico glissa sulla situazione, preferisce pensare al lavoro e alla squadra ma questa incertezza sul suo futuro non l’aiuta di certo.

C’è chi punta per una sua conferma chi invece vorrebbe un cambio sulla panchina viola. Nel frattempo lo stesso Pioli, come sottolineato alla vigilia della gara contro la Sampdoria, rimanda il tutto ai Della Valle e alla società (“Devono essere loro a spiegare bene qual è il nostro progetto”).

Parole che in passato e in qualche maniera sono già stata dette da tanti altri allenatori della Fiorentina, che poi non lo sono più stati.

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