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La maledizione della 10 continua: dopo Mutu, nessuno degno o adatto a indossarla. Commisso vuole rompere il sortilegio

Dal 2011, su 7 giocatori forse solo uno è stato degno di indossare la maglia più prestigiosa. Ma Commisso vuole regalare ai tifosi un grande fantasista

Spesso tra le pagine di quotidiani nazionali si parla della maledizione della maglia numero 9 del Milan. Un sortilegio che ha colpito tutti i giocatori che abbiano indossato il numero del bomber dopo Pippo Inzaghi. Tuttavia, anche la Fiorentina ha una sua particolare maledizione con la maglia storica per eccellenza: la numero 10.

LA STORIA INTERROTTA. La maglia che da sempre ispira fantasia e talento, che in passato fu indossata dai vari Montuori, De Sisti, Baggio, Rui Costa e soprattutto di Antognoni, da anni sta sulla schiena di giocatori che hanno poco a che fare con il genio del fantasista, oppure di clamorosi flop che non si rivelano degni di portare tale numero.

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L’ultimo vero numero 10 che si è visto alla Fiorentina prende il nome di Adrian Mutu e ha lasciato Firenze ormai 9 anni or sono. Dopo di lui l’eredità del grande giocatore con la maglia più prestigiosa si è interrotta bruscamente e l’incantesimo non si è ancora spezzato.

L'INIZIO DELLA MALEDIZIONE. A seguire il rumeno nell’indossare la 10 della Fiorentina è stato infatti Santiago Silva. Dalle stelle alle stalle. Dopo i disastrosi 4 mesi in viola del centravanti argentino, l’onore è toccato a Ruben Olivera, arrivato nel mercato di gennaio della stessa stagione (2011-12).

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Di certo l’uruguaiano ha fatto meglio del Tanque (ci voleva ben poco), ma siamo ben lontani dagli standard accettabili per un giocatore che indossa la 10, per di più nella mediocrità di una stagione conclusa con la salvezza alla penultima giornata.

aquilani gol genoaL'ECCEZIONE AQUILANI. Ecco che per tre stagioni la maglia numero 10 ha trovato un giocatore degno di tale numero, Alberto Aquilani. Peccato per i troppi infortuni subiti dal centrocampista romano, che hanno condizionato la sua intera carriera, ma Aquilani ha comunque mostrato un ottimo rendimento in maglia viola, prendendo parte a uno dei centrocampi più forti della storia viola insieme a Pizarro e Borja Valero.

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FANTASISTA O NO? Il problema con la 10 assegnata all’ex Roma e Liverpool semmai sta nel ruolo: Aquilani possedeva sì qualche colpo di genialità, ma era perlopiù un regista o una mezzala che un trequartista/seconda punta. Insomma, somigliava più a un ‘8’ che a un ‘10’ per caratteristiche e interpretazione del ruolo.

Tuttavia, il triennio di Aquilani resta l’unico negli ultimi 9 anni in cui si può dire che la maglia numero 10 sia andata a un giocatore che si è dimostrato all’altezza di quel numero. LA FERITA BERNA. Nel 2015-16 la maglia numero 10 finì sulle spalle di Federico Bernardeschi.

Sembrava finalmente arrivato il profilo perfetto: fantasista giovane e talentuoso, cresciuto nel vivaio della Fiorentina e pronto a diventare un idolo per i tifosi viola. L’epilogo lo conosciamo tutti, con Bernardeschi che nell’estate 2017 decide di non rinnovare il contratto e di accordarsi con l'eterna rivale Juventus.

Inoltre, lascia la Fiorentina senza avere il coraggio di andare in ritiro e affrontare quindi i tifosi viola, presentando un ormai famigerato certificato medico che lo esentava dall'attività sportiva per gastroenterite. Epilogo peggiore per un tifoso della Fiorentina non poteva esserci.

L'ATTUALITÀ INFAUSTA. Infine, i tempi recenti. Nel 2017-18 la maglia cade su Valentin Eysseric, ma il francese non conferma quanto di buono fatto vedere con la maglia del Nizza e diventa ben presto un oggetto misterioso, con legittimi dubbi sulla sua idoneità ai ritmi del calcio italiano.

Nel 2018-19 dalla Juventus arriva la stella che dovrebbe far fare il salto di qualità alla Fiorentina, Marko Pjaca, che si prende subito maglia numero 10 e titoli dei giornali. Peccato che quello arrivato a Firenze sia il lontano parente del giovane talento ammirato con la Croazia durante Euro2016, consumato da un brutto infortunio al legamento crociato che lo ha prosciugato in personalità ed esplosività.

Ironia della sorte, Pjaca si infortuna gravemente anche alla Fiorentina, lasciando i viola dopo una stagione da 19 presenze e 1 gol. BOAFLOP. Infine, la scorsa estate a Firenze arriva Kevin Prince Boateng, campione dal passato prestigioso che si dimostra però al tramonto della propria carriera.

Il Boateng versione Fiorentina è un giocatore fortemente appesantito, la cui unica luce in viola è il gran gol alla prima di campionato col Napoli. Poi di Boateng si perdono presto le tracce, superato dalla concorrenza di Vlahovic e chiuso definitivamente a gennaio dall’arrivo di Cutrone, quando partirà in direzione Besiktas.

Dopo Boateng, nessuno tra i giocatori in rosa alla Fiorentina o tra i nuovi arrivati a gennaio si è azzardato a prendersi la maglia numero 10 a metà stagione, che oggi dunque risulta non assegnata. Meglio così: la storia recente ci insegna che se non ci sono calciatori in grado di sostenerlo è preferibile che il prestigio della dieci resti senza padrone.

ROCCO VS MALEDIZIONE. Ma Commisso non ha alcuna intenzione di arrendersi al sortilegio. In vista della prossima estate di calciomercato, che si preannuncia infuocata, il presidente gigliato ha intenzione di regalare a Firenze un grande numero 10.

Non a caso in questi giorni si susseguono nomi di calciatori accostati alla Fiorentina che per caratteristiche sono papabili futuri indossatori della 10. Si parla di Bonaventura, Malinovskyj e di Paqueta, fino ad arrivare ai soliti pallini Berardi e De Paul.

Tutti profili interessanti, chi più chi meno, ma tutti dovranno fare i conti con il peso di una maglia che non è come tutte le altre. Chiedere ai tanti che si sono susseguiti negli ultimi anni per conferma. Sempre che alla fine la scelta non ricada su Gaetano Castrovilli: alla Fiorentina l'ex Cremonese ha già dimostrato di avere la classe e il genio del fantasista.

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