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La Gazzetta dello Sport: adesso il problema attaccante è di Prandelli. Tra Piatek e Milik

Il nuovo tecnico viola eredita problematiche della rosa gigliata non riconducibili alla gestione Iachini ma a delle mancanze sul mercato: come l'assenza di un centravanti

Cesare Prandelli ha firmato un contratto fino al 30 giugno. "Non ho aspettative per il futuro. Ai dirigenti ho detto chiamatemi “supplente, traghettatore”, ora ho in testa solo i prossimi allenamenti. A me basta sapere che la società di Rocco Commisso premia la meritocrazia.

La Fiorentina è stata una scelta di cuore. Non ho fatto tante altre valutazioni". Prandelli ha ringraziato il presidente del Genoa Preziosi («Giorni fa mi aveva chiamato per dirmi che aveva parlato bene di me ai dirigenti della Fiorentina») e conferma che gli piacerebbe avere nel suo staff Gabriel Batistuta.

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"Ci parlerò: può essere un valore aggiunto. Gli attaccanti potrebbero avere molto da imparare da un “allenatore” come Gabriel. Ora non si può fare, magari più avanti". Il problema degli attaccanti però lo avrà lui. E subito. Il vecchio allievo Piatek ha salutato via social il suo arrivo con fin troppo entusiasmo.

Che sia un segnale? E la voglia di Milik di tornare in campo potrebbe riaprire la pista col Napoli. "Tanti tifosi in questi anni mi hanno chiesto di tornare. Cuore e istinto mi hanno portato a questa scelta. Io non sarei mai andato via.

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Che errore non devo fare? Non devo essere subito troppo esuberante. All’inizio servono concetti basici e chiave. Non bisogna alzare troppo l’adrenalina". Anche se Prandelli ha l’adrenalina in ogni angolo del corpo.

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