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La fretta di Pioli, il Mondiale che 'frena' Corvino. Ma un anno dopo a Moena sarà tutto diverso

Chi si aspettava scossoni dal Consiglio d’Amministrazione che si è svolto ieri mattina è rimasto deluso. Riunione veloce, tutta basata su aspetti tecnici da espletare nei giusti tempi. Il prossimo sarà molto più interessante.

Una data ancora non c’è, ma è molto probabile che slitti a dopo il 15 giugno. Data spartiacque, nella quale la Uefa deciderà il destino europeo del Milan. E di conseguenza quello della Fiorentina. La società viola ha bisogno di capire, prima di definire strategie e programmi (anche organizzativi).

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Di sicuro non cambierà il periodo di permanenza a Moena. Le date sono quelle (7-22 luglio), l’albergo resta fissato per quel periodo ed ormai non c’è più margine di manovra. Se la Fiorentina sarà chiamata a disputare i preliminari di Europa League anticiperà il raduno di circa una settimana e lavorerà verosimilmente a Firenze.

Al momento il ritrovo è fissato al Centro Sportivo il 4 luglio, quando cominceranno le prime sgambate e saranno svolte le visite mediche prima di partire per Moena.

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Da una parte aspetti organizzativi, dall’altra l’esigenza di costruire una rosa in base alle competizioni da affrontare.

Perché con l’Europa League la Fiorentina dovrebbe allestire una rosa numericamente differente. Mentre invece, stando così le cose, Stefano Pioli ha chiesto una rosa asciutta, con 4-5 innesti mirati e qualche giovane da aggregare via via alla prima squadra.

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Pantaleo Corvino e Carlos Freitas non hanno bisogno di aspettare il prossimo CdA per avviare le manovre. La situazione in casa Fiorentina è piuttosto chiara: rispetto al recentissimo passato le mani sono meno legate. Niente follie, ma se domani si presentasse un’occasione la Fiorentina potrebbe coglierla.

Non è poco. Anche perché un aspetto che farà la differenza sarà legato alle tempistiche. Pioli aspetta qualche rinforzo già a Moena. O almeno lo spera. Fin troppo banale spiegare che lavorare sulle Dolomiti con la squadra quasi al completo farebbe tutta la differenza del mondo.

Sicuramente quello di quest’anno sarà un ritiro diverso rispetto all’ultimo, quando sul pullman salirono un manipolo di giovani e poco altro.

Qualcuno non si presentò, qualcun altro si presentò e poi scappò via. Fu un ritiro da incubo per Pioli e lo staff tecnico, che potette lavorare con pochissimi uomini che sarebbero poi stati protagonisti. Quest’anno, invece, ci saranno quasi tutti.

Da Pezzella a Simeone, passando per Benassi, Veretout, Chiesa e via discorrendo. Un vantaggio di non poco conto, mercato permettendo.

Fin qui la prospettiva del tecnico. Quella di Corvino sulla carta sembra un po’ meno rosea. Estate complessa per gli addetti ai lavori, perché il Mondiale in Russia catalizzerà l’attenzione e sposterà in avanti le trattative.

Per chi ha fretta di completare la rosa, sarà un problema in più. La finale si giocherà il 15 luglio, da lì in avanti ci sarà un mese abbondante per chiudere gli affari.

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