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La Fiorentina riparte: test e allenamenti individuali. Dai no di De Rossi e Suso a un nuovo appeal: la sfida di Commisso

Due mesi dopo, i giocatori viola potranno tornare al centro sportivo. Ma lunga serie di test per Pezzella e chi aveva contratto il virus. Rocco: "Voglio riportare Firenze dove merita"

Anche la Fiorentina riparte. La società viola aveva aspettato l'uscita del protocollodell'Ufficio per lo Sport del Governo per prendere una posizione ufficiale sulla ripresa, per seguire le linee guida governative per la ripartenza in massima sicurezza.

Da venerdì, due mesi dopo l'ultima volta, i giocatori viola potranno tornare al centro sportivo Davide Astori. Prima, da mercoledì, saranno però svolti i test sierologici e i tamponi sia ai calciatori che ai componenti di staff tecnico e staff sanitario, mentre gli atleti saranno sottoposti anche a test per verificare la situazione fisica: nel caso di Vlahovic, Cutrone e Pezzella, che avevano contratto il Coronavirus, sarà necessaria una lunga serie di test, e dovranno essere attentamente monitorati specie nei primi giorni di allenamento.

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Sarà una ripresa particolare, i giocatori si recheranno al centro sportivo da soli, ad orari prestabiliti, con a disposizione porzioni di campo specifiche, faranno la doccia a casa. Ma sarà comunque un passo in avanti rispetto alle sedute casalinghe tra tapis roulant e spazi limitati.

STIPENDI E RIPARTENZA. Non si tratta di una vera e propria 'convocazione', anche la società specifica che il centro sportivo sarà aperto 'a chi farà richiesta'. Del resto, sono ancora in corso le 'trattative' per il taglio degli stipendi da parte dei giocatori, che ovviamente sarà legato anche al periodo effettivo durante il quale la società non ha potuto usufruire delle prestazioni dei giocatori.

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"Non siamo d’accordo ancora, non voglio dire niente finché non sarà tutto fatto. Spero si possa trovare un accordo. Anche i giocatori devono fare la loro parte”, ha detto Commisso. Nessuno vuole arrivare allo scontro, è chiaro.

Si deve trovare un punto d'incontro. Rocco ha poi ribadito la linea del club sulla ripresa: "Noi vorremmo giocare ma non controlliamo la politica. Vorremmo ricominciare ma prima di tutto, come ho sempre detto, viene la salute.

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Inoltre non è accettabile che per concludere questo campionato si vada a fare un disastro anche sulla prossima stagione”. AMBIZIONI. Già, la Fiorentina non vorrebbe intaccare la prossima stagione. Per questioni finanziarie ma anche di ambizioni.

Perché il prossimo dovrà essere il campionato in cui i viola torneranno a lottare per l'Europa. E Commisso ci vuole arrivare preparato. Dopo i primi mesi in cui ha pagato qualche 'scottatura' che alcune settimane fa aveva etichettato come 'inesperienza' (normale, per chi si affaccia per la prima volta nel calcio italiano), ma durante i quali ha fatto comunque capire che le capacità e le idee ci sono per riportare Firenze nei piani alti del calcio italiano.

Tanto passerà anche dal futuro di Chiesa,scettico sulla permanenza un anno fa e adesso sempre più in sintonia con Rocco e tutta la 'famiglia viola'. L'estate scorsa per 'convincere' Federico ci volle il pugno fermo di Commisso e la forza di Joe Barone con la nota 'chiacchierata' sul pullman a New York.

Adesso, considerata la promessa fatta a suo tempo al giocatore, sul piatto c'è un maxi rinnovo di contratto e la prospettiva di essere la stella di una squadra ambiziosa. Nell'anno che porterà all'Europeo 2021, con le big che potranno fare meno spese 'folli' e dopo una stagione in cui Chiesa non ha dimostrato in pieno di valere un ruolo importante in una grande.

Insomma, il rischio di diventare 'un nuovo Bernardeschi' c'è. APPEAL. Per questo la partita è aperta. Perché, del resto, rispetto ad un anno fa la Fiorentina ha un appeal diverso. Non proprio per i risultati del campo (per molti motivi la squadra non ha ingranato nei risultati), ma per la serietà e l'ambizione dimostrata dallo stesso presidente viola.

"Molti giocatori hanno gran voglia di restare a Firenze, come Vlahovic e Castrovilli. Molti giocatori hanno capito che la Fiorentina vorrebbe arrivare in alto. Se mi danno l’opportunità penso che ci arriveremo”. Parole chiare, esempi di chi è pronto a sposare i colori viola.

Nonostante offerte allettanti e pressing anche importanti nelle ultime settimane. L'estate scorsa erano arrivati i no di De Rossi e Nainggolan, che avevano declinato la Fiorentina per questioni 'di cuore' dopo i tentativi viola.

Ma anche quello di Suso:"Feci una riunione con Commisso e Pradè, c'era una trattativa ma sapevano che per me non era la priorità", ha detto recentemente. 'PUNTO DI ARRIVO'. Già a gennaio l'aria è cambiata: Amrabat ha rifiutato il Napoli per vestirsi di viola a fine stagione, Kouame non ci ha pensato un attimo a dire di sì, Duncan ha aspettato fino all'ultimo istante la Fiorentina.

"La nostra volontà è quella di creare una società ambiziosa che possa diventare un punto di arrivo e non di partenza per i calciatori", ha ripetuto nei giorni scorsi Barone. La sensazione è proprio che l'appeal della Fiorentina stia crescendo.

Sia come immagine mediatica in tutto il mondo (l'attenzione statunitense alle vicende fiorentine è emblematica), sia come considerazione di giocatori e addetti ai lavori. Questa è la sfida di Commisso:"Riportare Firenze dove merita".

In attesa di ripartire. E di far parlare poi il campo.

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