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La 'famiglia viola' e il senso del gruppo: più uniti dopo la distanza forzata

"Siamo un bel gruppo, affiatato, veramente molto unito". Parola di capitan Pezzella. Dall'emergenza può nascere un legame speciale

Commisso la chiama, ogni volta, 'famiglia viola'. Fatta di rapporti umani, che vanno oltre il terreno di gioco. "Coccolo i giocatori come figli", ripete Rocco. "Sì, ci fa sentire proprio come figli", confermano i giocatori. Oltre la quarantena e oltre l'Oceano, il presidente viola resta vicino ai suoi ragazzi.

Ma anche a tutti i componenti della sua 'famiglia' allargata, compresi i tanti dipendenti del club. Dalla bella lettera di un mese fa, con cui rassicurava tutti riguardo al posto di lavoro, alla contribuzione volontaria per i 50 dipendenti per i quali è stato attivato il Fondo di Integrazione Salariale, per garantire a tutti i lavoratori il regolare stipendio.

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Messaggi non banali e men che meno 'dovuti', che fanno capire una volta di più il valore umano di Commisso, Joe Barone e dei dirigenti viola. TESTA E CUORE A FIRENZE. "Il presidente è una persona straordinaria, un uomo vero. Si è preoccupato da subito per me, mi ha chiamato quasi ogni giorno per sapere come stavo", ha aggiunto oggi capitan Pezzella.

Parole ripetute negli ultimi giorni da Cutrone, Vlahovic e tutti gli altri giocatori. Se non bastasse la grande vicinanza di Commisso durante la stagione, con una presenza a Firenze costante e in netta controtendenza con i suoi predecessori ma anche con tanti altri presidenti (soprattutto americani), il sostegno è anche aumentato nel momento di emergenza.

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Ha una voglia matta di tornare a Firenze, Rocco. Di riabbracciare i suoi ragazzi, di tornare a parlare di calcio e di futuro della Fiorentina. Lo testimoniano anche le tantissime interviste che giorno dopo giorno concede in Italia e in America: con testa e cuore è a Firenze.

RACCOLTA FONDI. Un legame molto forte fin dalle prime ore dal suo arrivo in città, rinsaldato mese dopo mese. E anche la raccolta fondi 'Forza e Cuore', con cui ha destinato 250 mila euro agli ospedali fiorentini e incitato (specie negli Stati Uniti) a donare un totale di oltre 870 mila euro, fa capire quanto voglia essere vicino nel periodo di grande emergenza.

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GRUPPO PIU' UNITO. Ma anche i giocatori stessi, tra di loro, stanno rinforzando i legami umani. Diversi, in casa senza la famiglia, hanno trovato nei compagni degli alleati preziosi. Del resto, nei momenti più complicati possono nascere rapporti fortissimi.

'Distanti ma uniti' era uno degli slogan partiti ad inizio emergenza, ma proprio il senso di unione, nella distanza forzata, ha rinforzato ancor di più il gruppo viola. Un gruppo che, tecnicamente e come risposta sul campo, era stato pur criticato qualche volta per una stagione non proprio in linea con le aspettative.

Ma che adesso freme dalla voglia di tornare in campo, di dimostrare, di reagire. "Siamo stati sempre in contatto tra di noi", ha aggiunto Pezzella. "Siamo un bel gruppo, affiatato, veramente molto unito". E dall'unione di spogliatoio, spesso, nascono proprio le migliori storie sportive.

FORZA PER IL FUTURO. Del resto, la volontà della società è quella di costruire,sulla base attuale, una Fiorentina competitiva che possa tornare in Europa nella prossima stagione. Con innesti mirati, di personalità e qualità, certamente, ma anche puntando sulla crescita di diversi giocatori attuali.

Dall'emergenza può nascere un gruppo più solido. Che, alla ripresa, avrà anche un Franck Ribery in più. Uno che sposta gli equilibri in campo e fuori. Non a caso, il declino dei risultati è partito proprio dall'assenza del campione francese.

Anche grazie a lui (e con il supporto davvero di tutti, visto che si giocheranno tante partite in poche settimane) il gruppo vuole reagire, dimostrare di poter valere di più. Tirarsi fuori in fretta dai bassifondi della classifica.

Per poi iniziare a gettare le basi per un futuro migliore.

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