Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Con la bava alla bocca…Carattere e grinta ok, ma che ingenuità sull’1-1. E Chiesa è un’altra persona

La Fiorentina pareggia a Bologna. Anche per colpa sua. Iachini schiuma di rabbia per la rete subita allo scadere. Chiesa è tutt’altra persona, in campo e fuori

CON LA BAVA ALLA BOCCA Si chiedeva carattere e grinta alla Fiorentina. E questa non è certo mancata al Dall’Ara. Né dai calciatori in campo, né dal nuovo tecnico Beppe Iachini. Quando si dice bava alla bocca, con quel gol subito all’ultimo istante di una partita già vinta, il mister viola ha letteralmente schiumato rabbia.

INGENUITA’ Non ci stava a vedere quei due punti buttati nel cestino, con un suicidio generale della Fiorentina, che ci ha messo del suo in più singoli per regalare al Bologna un pareggio ormai insperato.

sponsored

Da Caceres che sparacchia a casaccio colpendo un avversario, a Pezzella che sbaglia tutto, fino a Chiesa che va via dalla barriera su indicazione dello stesso Iachini lasciando solo un uomo a fare da muro a Orsolini senza che nessun altro andasse a prenderne il posto, concludendo con una lettura sciagurata di Dragowski.

Partire con tre punti sarebbe stato magico per Iachini, che questa maglia la sente tatuata addosso, e che per la Fiorentina ha sempre dato tutto e sta dando tutto. Con grinta e rabbia, che si è vista anche in campo.

sponsored

UNA NUOVA VIOLA Chiusa, operaia, più volte a caccia anche della perdita di tempo una volta sbloccata la gara, e con pallonate in avanti nel momento del bisogno.

D’altronde la classifica è quella che è. E non si può scherzare in questo momento. Piaccia o meno, è questa la filosofia che accompagnerà la Fiorentina da qui al termine della stagione. Certo là davanti si poteva chiuderla prima, con un paio di opportunità sprecate da Chiesa, Vlahovic e Dalbert.

sponsored

E se sul 25 viola c’è anche il merito del portiere rossoblu, sulle altre due opportunità ci sono enormi demeriti del serbo da una parte (soprattutto nel non servire Castrovilli solo a sinistra) e del brasiliano che poteva mandare in porta Chiesa anziché sparare un inutile sinistro da 50 metri.

CAMBI E mentre Mihajlovic buttava dentro punte, finendo con tutti attaccanti e un assetto sbilanciatissimo, Iachini ha effettuato solo cambi conservativi.

Venuti e Ceccherini, col primo che ha finito per fare la mezz’ala davanti alla difesa, non hanno convinto. Ma la volontà era precisa: difendersi fino alla fine, e portare via la vittoria. Anche se forse, col senno del poi, provare ad osare qualcosa in più con un Bologna che lasciava praterie, poteva essere un’idea per chiuderla.

Ma è solo la prima, e non si poteva pretendere chissà quali magie da Iachini.

UN CHIESA DIVERSO Chiesa, intanto, pare un’altra persona. Sorridente fuori dal campo, trascinatore sul terreno di gioco. Poi può sbagliare, come è normale che sia, ma l’atteggiamento sul terreno verde è diametralmente opposto rispetto a quello di qualche settimana fa.

Già nel rapporto con i compagni, con molti mugugni in meno e diversi incoraggiamenti in più anche di fronte ad errori da parte dei compagni. O compiendo gesti come l’andare a chiedere l’incitamento degli oltre 2mila tifosi giunti al Dall’Ara o nel ringraziarli a fine partita.

Complice il cambio di allenatore e un rapporto con Montella mai sbocciato? Può essere. Sicuramente le schiarite sul fronte futuro e le chiacchierate con Commisso e Barone hanno contribuito a far tornare a Chiesa più ‘dentro’ alle cose di casa Fiorentina.

ORA LA SPAL La gara contro i ferraresi di domenica è di quelle da non fallire. La Fiorentina deve vincere a tutti i costi. Il contraccolpo psicologico del gol subito allo scadere deve essere subito messo alle spalle. La classifica è ancora orribile.

E c’è da raddrizzarla. Con la bava alla bocca, domenica al Franchi, c’è da vincere.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento