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Kurt Hamrin, ed un calcio che non c'è più: "Se mancava una maglia ai nostri tempi..."

Interessante approfondimento, con il contributo di uno dei più grandi giocatori della storia della Fiorentina

Il portale Jersey Vice, specializzato nel parlare di maglie da calcio attraverso l'estetica, le storie e i personaggi che ruotano intorno al pallone, ha intervistato Kurt Hamrin, l'indimenticato 'Uccellino', che ha raccontato alcuni aneddoti tutti da leggere, ovviamente legati all'aspetto della maglia da gioco.

All’epoca di Hamrin i giocatori non avevano a disposizione tre maglie a partita da poter regalare o scambiare e la muta doveva durare un’intera stagione, veniva lavata dal magazziniere e riproposta nella partita successiva fino a quando non sbiadiva troppo per essere mandata in campo.

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Ovviamente stiamo sempre parlando di calciatori professionisti di Serie A e, anche se diligentemente a fine partita i giocatori riponevano nelle proprie borse divise e scarpini, il magazziniere – e il suo aiutante Sghibbe, che Kurt ricorda con enorme affetto citando l’aneddoto scaramantico del tocco della gobba appena usciti dallo spogliatoio prima di entrare in campo – faceva trovare tutto pulito e piegato nell’armadietto personale in casa o nella borsa quando andavano in trasferta.

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"Se mancava una maglia, - spiega Hamrin - il responsabile era costretto a ricomprare l’intera muta a sue spese. Era facile capire chi era il colpevole, perché ogni giocatore aveva la sua borsa dove riponeva la propria, che a fine gara veniva riconsegnata al magazziniere.

Non c’era neanche lo scambio con gli avversari perché nessuno voleva pagare per 11 nuovi completi". In quel periodo le maglie di riserva, solitamente bianche, erano usate di rado, perché il viola non aveva molti colori con il quale poteva essere confuso, neanche con il nerazzurro dell’Inter, il rossonero del Milan o il blucerchiato della Sampdoria.

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In più c’era la scaramanzia di fondo nel cercare di giocare sempre in maglia viola. "Prima non era come adesso. Adesso alcune volte accendiamo la televisione e non sappiamo che squadre stiamo guardando", ammette Hamrin. Proteste per le maglie?

No. "L’unica cosa per la quale noi si protestava un pochino era che queste maglie (quelle invernali n.d.r.) erano di lana e pizzicavano. Mentre preferivamo di gran lunga le maglie estive in cotone". E la maglia della Nazionale?

"Con la Nazionale invece se mancava una maglia facevano finta di niente. Anche se non si cambiavano molto le maglie della Svezia".

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