Krstajic a VI.IT: "A Milenkovic consiglio di rimanere. Vlahovic è l'attaccante che la Serbia cercava da tempo"
Intervista all'ex commissario tecnico della nazionale serba sui due talenti della Fiorentina
Negli ultimi giorni, il nome di Nikola Milenkovic è stato accostato a diverse società, tra cui il Napoli. Il difensore serbo ha un contratto in scadenza nel 2022 con la Fiorentina, e proprio al termine di questa stagione si sarebbe dovuto incontrare con Pradè per discutere il rinnovo.
Al terzo anno in maglia viola, il classe 1997 ha collezionato 25 presenze e 3 reti, riscoprendosi pericoloso in area avversaria e confermando la consueta solidità in fase difensiva, al netto di qualche errore in una stagione altalenante a livello di squadra.
Per un commento sulla sua situazione, LaViola.it ha contattato in esclusiva Mladen Krstajic, ex ct della Serbia che aveva convocato Milenkovic al Mondiale 2018: Com'è la situazione in Serbia in questo momento? "Fino ad ora la situazione in Serbia è stata dura, le persone non sono abituate a isolarsi, alcuni hanno perso il lavoro e questo non ha aiutato la nostra economia.
Tuttavia, ora la situazione è più stabile, negozi e ristoranti vengono riaperti lentamente, le persone sono autorizzate ad uscire e ad affrontare la loro vita quotidiana, ovviamente con precauzioni. Detto questo, sento che capiremo appieno la gravità di tutto ciò in autunno quando si rifletterà sulla nostra economia.
Per quanto riguarda me e la mia famiglia, non posso lamentarmi. Viviamo a Belgrado, ma non appena è scoppiato il virus ci siamo trasferiti nella nostra fattoria fuori città. Qui abbiamo trascorso gli ultimi due mesi, godendoci la natura e la vita rurale.
Mi sembrava che questa fosse la decisione migliore che potevo prendere in quel momento, assicurandomi che la mia famiglia fosse il più sicura possibile". Cosa la spinse a convocare Milenkovic al Mondiale 2018? "Nella mia carriera non ho mai scelto i giocatori in base alla loro età, ma esclusivamente guardando il loro carattere, la loro etica del lavoro e le loro abilità.
Nikola Milenkovic aveva già mostrato grandi qualità durante la sua esperienza al Partizan. È un giocatore di qualità che soddisfaceva tutti i requisiti richiesti in quel momento. Il pensiero di non convocarlo non mi è mai venuto in mente.Grazie anche ai suggerimenti del mio college Ljubisa Rankovic".
Che ricordo ha di lui e se c'è un aneddoto che conserva particolarmente? "In ogni allenamento è stato professionale, sempre concentrato al 100% e attento ad ascoltare qualsiasi indicazione. Certo, ci sono molti aneddoti che posso ricordare con tutti i giocatori che ho allenato, così come con Nikola Milenkovic, o come si fa chiamare 'Bleki'.
Lui gioca nella stessa posizione nella quale giocavo io, per questo ho cercato di essere lì per lui e aiutarlo ancora di più con consigli e indicazioni dalle esperienze che ho avuto come giocatore in passato. Capitava di scherzare, lo guardavo e dicevo "Se non fai come dico poi dovremo lottare", ovviamente anche lui sorrideva e rideva.
Conoscevo il suo potenziale e non mi aspettavo niente di meno da lui". Come commenta la sua crescita? "Con il passare delle partite sta accumulando esperienza e conoscenza, e sta guadagnando più fiducia nella sua posizione. Milenkovic è anche più sicuro nel comunicare con i suoi compagni di squadra e si sta assumendo maggiori responsabilità come giocatore, lo si può vedere che sul campo.
Mi piace che partecipi attivamente anche nella fase offensiva". Alla Fiorentina ha giocato spesso da terzino, mentre con la Serbia prevalentemente da centrale. Per la sua crescita crede sia importante giocare in un ruolo definito?
"La nazionale serba e la Fiorentina giocano con due diversi sistemi di gioco. La Serbia gioca col 4-2-3-1 e i viola col 3-5-2. Credo che entrambe le posizioni in cui gioca siano adatte a lui. Credo che la Fiorentina abbia dimostrato di fidarsi di Milenkovic: da terzino gli hanno dato modo di giocare di più e la possibilità di partecipare maggiormente alla fase offensiva.
Penso che sia arrivato il momento della sua completa maturazione e per questo ha bisogno di una posizione prestabilita, che credo sia quella da difensore centrale". In queste settimane si è parlato molto del suo futuro, tra rinnovo di contratto e club interessati: lei cosa gli consiglierebbe per la sua crescita?
"Milenkovic è uno dei migliori giovani centrali al mondo in questo momento. Credo che se dovesse decidere di trasferirsi in un altro club, prima dovrebbe assicurarsi di avere il giusto minutaggio. Secondo me, la Fiorentina gli offre esattamente questo, che è ciò di cui ha bisogno per crescere ancora.
Secondo me dovrebbe restare per un'altra stagione. La Serie A è un campionato importante con squadre forti: un campionato che sta migliorando nel suo complesso e che continuerà in questa direzione". Alla Fiorentina c'è un altro giovane serbo che sta facendo bene, Dusan Vlahovic: come commenta la sua stagione?
"Come Milenkovic, Vlahovic è un giocatore con prospettiva e qualità. Dusan ha personalità e questo è molto importante. È stato molto paziente nell'aspettare la sua occasione a Firenze, e ha saputo coglierla bene. Se continua così, e sono sicuro che lo farà, non ho dubbi che farà grandi cose in futuro.
Vlahovic è l'attaccante che la Serbia stava cercando e di cui aveva bisogno da molto tempo, come Darko Kovacevic ai suoi tempi". Se fosse ancora il ct lo convocherebbe? "Se fossi rimasto, lui sarebbe già stato nella mia squadra, perché penso che oggi sia uno dei tre migliori attaccanti in Serbia, indipendentemente dalla sua età".



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