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Kouamé: "Commisso è uno che c'è sempre. Parlo spesso con Iachini, sono pronto"

L'attaccante della Fiorentina: "Il presidente mi chiama anche solo per chiedermi come sto e cosa faccio. A Iachini dico sempre che sono pronto per giocare"

Christian Kouamé, attaccante della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni: "Commisso? Quando sono andato a Milano per fare le visite ho incontrato Joe Barone, prima di parlare con lui mi ha detto che il presidente mi voleva parlare.

Mi ha fatto subito una bella impressione, è uno che c'è sempre. Due settimane fa mi ha chiamato solo per chiedermi come stavo e cosa facevo. Quando l'ho incontrato la prima volta mi ha chiesto come mi sentivo e io gli ho detto: 'Bene, non al 100% ma al 70%'.

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Devo aiutare di più la squadra in difesa? Sono d'accordo, anche se spesso sono scelte degli allenatori: c'è chi ti dice di stare più alto e chi di posizionarti più basso. Fiorentina? Questo dicembre eravamo a Firenze con la mia ragazza per comprare dei regali di natale.

Lei ha visto Firenze per la prima volta e ha detto: 'Mi sono innamorata di questa città'. Io le ho risposto 'vedremo'. E poi è arrivata questa chiamata". "Arrivo in Italia a Prato? Le prime sensazioni sono state buonissime, ho trovato gente che mi ha accolto come il loro figlio.

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Ancora oggi mi chiamano spesso per chiedermi come sto e se ho bisogno di qualcosa. Quando Toccafondi mi avvicinò per dirmi che voleva portarmi in Italia io non ci credevo finché non mi hanno dato il visto, lì ci ho creduto. Drogba?

Non l'ho ancora mai incontrato, è sempre stato il mio idolo". "Chi mi ha colpito di più della Fiorentina? Ancora non sono entrato in gruppo, sono arrivato da poco e finora mi sono allenato da solo. Con Iachini ci parlo spesso, mi chiede sempre se sono pronto a giocare e io gli dico di si, basta che mi chiami.

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Delusione dall'Inter? Non sono rimasto deluso, non era il momento. Prima di andare a Cittadella aspettavo la chiamata dell'Inter, poi non è andata così. Ora sono venuto a sapere che l'Inter mi aveva ricercato, ma non ho rimpianti, se fossi stato lì sarei stato felice ma oggi sono alla Fiorentina e sono molto contento. Rapporto coi soldi?

Non sono uno che spende, preferisco aiutare la mia famiglia perché loro ne hanno bisogno".

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