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Italia, viola e rimpianti: quei 'talentini' cresciuti e poi sbocciati altrove

Una Nazionale con tanti 'fiorentini': giovani e 'vecchietti' cresciuti o passati dalla Fiorentina. Da Bernardeschi-Piccini a Zaniolo-Mancini, fino a Cragno.

Quanti 'fiorentini' per Roberto Mancini. Un pesante tocco di viola nel gruppo dell'Italia che stasera inizia il proprio percorso verso Euro 2020. Giovani, promessi talenti dal futuro assicurato. E tanti... cresciuti a Firenze.

Se Chiesa è l'emblema della scalata dal settore giovanile della Fiorentina al calcio che conta, con valutazione cresciuta in maniera esponenziale fino a 100 milioni (ma è stato costretto a dare forfait per problemi fisici), Cristiano Biraghi è di fatto rimasto l'unico giocatore della Fiorentina attuale nel gruppo di Mancini.

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Un terzino che, scartato dall'Inter e retrocesso con il Pescara, con Pioli ha ritrovato spazio e fiducia, conquistando un posto da titolare sulla corsia sinistra della Nazionale. RIMPIANTI. Gli altri 'fiorentini', invece, riportano alla mente rimpianti di mercato ormai consolidati.

Sulla destra in difesa, titolare stasera, Cristiano Piccini: dallo Sporting Arno alla Fiorentina, il settore giovanile e qualche annata in prestito, un paio di ritiri con la prima squadra e poi la cessione al Betis Siviglia. Tra Betis, Sporting Lisbona e Valencia, una crescita esponenziale per il terzino, che oggi ha una clausola rescissoria da addirittura 80 milioni.

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La Fiorentina ha avuto per due anni un diritto di 'recompra' tra i 2,5 e i 3 milioni, ma non l'ha mai esercitata. In difesa poi c'è il noto Gianluca Mancini: non sarà titolare, ma il suo valore di mercato intanto schizza verso l'alto.

Il suo passaggio praticamente gratuito al Perugia, e poi il trasferimento 'sospetto' dagli umbri all'Atalanta, ha fatto infuriare i viola, ma resta l'errore di valutazione della Fiorentina, tra la società e Montella-Sousa, che avevano allenato da vicino il giovanissimo difensore.

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TREQUARTI. Si passa poi alla zona offensiva. Federico Bernardeschi, senza Chiesa (e Insigne), è elogiato da tutti come il miglior talento azzurro, a cui aggrapparsi per queste gare della Nazionale. E se la cifra di 40 milioni più bonus sembrava esagerata due anni fa, ora la valutazione del bianconero si è gonfiata, specie dopo la notte da Oscar contro l'Atletico Madrid.

Anche lui cresciuto a Firenze, e valorizzato, prima di serate di altissimo livello in maglia Juve. Poi Zaniolo. Altro talento in rampa di lancio: già convocato in passato da Mancini, titolare con la Roma in Champions così come in campionato.

La Fiorentina lo ha perso a zero 'regalandolo' all'Entella nel momento di passaggio tra Pradè e Corvino, lui è poi esploso tra l'Inter Primavera e i giallorossi. Ora vale 50-60 milioni, ed è un classe '99. Da mangiarsi le mani.

GLI ALTRI. Hanno poi fatto 'tappa' a Firenze altri due azzurri. Due 'vecchietti' di esperienza, ma assoluti protagonisti: il primo è Giorgio Chiellini, in viola nel 2004-2005 (l'anno del ritorno in Serie A), prima del passaggio alla Juve con un'intera carriera in bianconero.

Il secondo è Fabio Quagliarella, a Firenze con la Florentia Viola nel 2002-2003: una meteora da giovanissimo, a 36 anni capocannoniere del campionato con 21 gol in 27 gare giocate. Infine si torna tra i pali, ad Alessio Cragno: nato a Fiesole, cresciuto nella Cattolica Virtus ma mai approdato alla Fiorentina.

Classe '94, una sicurezza per il Cagliari. Negli ultimi anni accostato ai viola, ma non è mai tornato nella 'sua' Firenze.

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