Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Intoppo quarantena per la ripresa della Serie A. Spadafora: "Va cambiata la legge"

Prima il comitato tecnico-scientifico apre alla quarantena 'soft', poi il ministro frena e rimanda ad un nuovo passaggio legislativo

Non sarà una doccia gelata, ma è un bagno di realtà. Un intoppo procedurale da risolvere, e anche piuttosto in fretta, sulla via della ripartenza dei campionati di A e B. Ieri il comitato tecnico-scientifico del governo, che aveva già aperto alla quarantena “soft”, ha spedito un verbale al governo che cambia ancora una volta lo scenario di questa faticosa ripartenza: se da un lato ha dato un sì di carattere medico alla proposta della Figc di una modifica alla quarantena obbligatoria per tutti nel caso in cui venga trovato un positivo (la possibilità di scendere in campo sarebbe garantita dal tampone all’intero team nel giorno stesso del match con esito in 4 ore), dall’altro ha chiarito come sia necessario un cambiamento della legge oggi in vigore per percorrere definitivamente questa strada, scrive La Gazzetta dello Sport.

sponsored

PROBLEMA. «Non compatibilità» rispetto al decreto Legge del 16-05-20, quello che regola anche l’isolamento dei positivi al Covid: in quelle due parole del Cts il succo di una giornata nella quale governo, Figc e Lega si sono inseguiti con dichiarazioni sparse.

Sullo sfondo si è pure intravisto un giallo tutto interno all’esecutivo e sciolto solo in serata: la mossa del Cts era stata, infatti, considerata inizialmente come un sostanziale via libera dalla Figc con la sponda del ministro della Salute Roberto Speranza, ma il suo collega dello Sport Vincenzo Spadafora aveva poi battuto sulla necessità di un nuovo passaggio legislativo per risolvere il problema.

sponsored

Di certo, il tempo stringe:il 20 si gioca e il caso di un positivo al Venezia rischia di mettere in stand by la B. MARCIA INDIETRO. A monte di questa ennesima giornata convulsa resta comunque l’intervento del Cts sulla proposta Figc: in caso di un contagio, verrebbe previsto solo il ritiro per tutti con la garanzia di potersi allenare e giocare.

È stata considerata dagli scienziati «ricevibile dal punto di vista squisitamente medico scientifico, in virtù dell’attuale evoluzione epidemica favorevole». Spadafora, ospite a Porta a Porta, ha rimesso il problema sui binari politici e su quella «non compatibilità» alle attuali norme anti-Covid: «Bisogna cambiare la norma dei 14 giorni.

sponsored

O si fa un emendamento oppure bisogna cambiarla nel prossimo decreto legge. Cercheremo di fare il prima possibile, ma in entrambi i casi non credo possa essere efficace dal 20 giugno». Il capo della Figc Gabriele Gravina ha commentato: «Auspichiamo che tutto possa essere risolto: non è un problema che blocca il campionato, ma è un problema».

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento