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Tra inesperienza e voglia di spaccare il mondo. Ma con pochi minuti per farlo. Sottil e un salto di qualità ancora da compiere

Tra inesperienza e voglia di spaccare il mondo. Ma con pochi minuti per farlo. Riccardo Sottil e un salto di qualità ancora da compiere. Ancora a Firenze?

Meno di cinque minuti per provare a dimostrare di meritare maggior spazio. Se la Fiorentina fosse stata sul 1-4, l’ingresso in campo di Riccardo Sottil sarebbe, forse, stato giudicato in maniera meno negativa con la classica descrizione nelle pagelle del dopo gara: ‘crea scompiglio nella difesa avversaria e sfiora il gol in un paio di occasioni’.

Perché nei 4 palloni toccati dal giovane viola c’è tutto il mix di quello che è, ad oggi, il numero undici della Fiorentina: esplosività, velocità, tecnica, fame, ma anche inesperienza, ingenuità, e qualche rischio di troppo.

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A maggior ragione quando sei in vantaggio di un solo gol dopo aver meritato di vincere, ma stai soffrendo, e ogni palla che ti passa tra i piedi può essere fondamentale per cambiare il destino della gara, scegliere la giocata giusta è fondamentale.

Tanto che la prova di Riccardo Sottil è finita sotto la lente d’ingrandimento. ERRORI. Tre contropiedi nel giro di cinque minuti, in cui è stato protagonista, non sono una cosa che ti capita spesso. E di ruolo fai l’attaccante.

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In una ha calciato debolmente, in un’altra ha scelto il compagno messo peggio che ha perso un tempo di gioco, e qualitativamente meno adatto a trovare il gol visto che poteva scegliere tra Ceccherini che arrivava alla sua sinistra (ma non un mancino) e Chiesa che arrivava da destra (destro di piede), e in un altro è partito da solo a testa bassa quando invece avrebbe potuto gestire il pallone, finendo per perderlo e concedendo al Parma un’ultima chance per pareggiare la gara.

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QUALITA’. Doti, tante. Esperienza: poca. Troppo poca. E’ ancora a quota zero gol in maglia viola, con solamente 433’ all’attivo e pochissime occasioni per poter dimostrare di essere, o meno, da Fiorentina. E il fatto di avere costantemente pochi minuti per poter far vedere le proprie qualità unite alla forse eccessiva foga di volerlo fare, di certo non lo aiutano.

Solo sbagliando, per un attaccante a maggior ragione, si cresce. C’è, ad esempio, chi come Chiesa che gioca stabilmente in Serie A da quattro stagioni, ancora commette una valanga di errori sotto porta. NECESSITA’ DI GIOCARE.

Il primo gol, per uno esuberante come Sottil, potrebbe sicuramente aiutarlo a prendere la decisione più giusta senza farsi portare via dalla foga. L’età è dalla sua, con i suoi 21 anni. E la storia vissuta negli ultimi tempi a Firenze deve far riflettere: troppi calciatori sono stati mandati via prematuramente perché bocciati, soprattutto in attacco, senza avere una seconda possibilità.

Simeone, Muriel, Ilicic ed altri. La lista è lunga. Storie diverse, ma da non ripetere. Soprattutto se il talento c’è e in attacco fai una fatica immane a buttarla dentro. Da anni. Fare punti pesanti, e allontanare definitivamente i rischi di retrocessione potrebbe garantire a calciatori come lo stesso Sottil maggiori spazi e possibilità in queste restanti gare di Serie A.

Poi dovrà essere presa una decisione. Al termine di questo campionato saranno due gli anni vissuti in prima squadra da Sottil, con la parentesi del semestre di Pescara in B. E di occasioni ne ha avute troppo poche. Sia per propri limiti, sia per situazioni non dipendenti da lui.

Ma il futuro è ancora tutto da scrivere.

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