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In ritiro per scattare. Controlli e ripresa, squadre al lavoro in "luoghi chiusi"

L'invito della commissione medica della Federcalcio: maxi ritiro senza contatti esterni per poter ripartire. Da maggio...

Un ritiro modello estivo per ricominciare. È l’invito che la commissione medica della Federcalcio rivolge a tutte le squadre relativamente al percorso per l’eventuale ripartenza dei campionati. «Nel confronto - è scritto nella nota diffusa dopo la riunione di ieri - è emersa come raccomandazione che nella prima fase il “gruppo squadra” sia raccolto in un luogo “chiuso” (centri sportivi o di allenamento e simili), ovviamente sanificato e rispettoso di tutte le norme igieniche-comportamentali anche per coloro che non appartengono al gruppo ristretto».

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Il discorso coinvolgerebbe infatti non solo i calciatori e lo staff tecnico ma anche tutti gli altri: medici, fisioterapisti, magazzinieri. Le squadre come famiglie allargate che fra controlli e monitoraggi, si allenano senza uscire all’esterno, scrive La Gazzetta dello Sport.

CONTROLLI. Quanto ai controlli, l’impostazione è quella di seguire attentamente, soprattutto per quanto riguarda l’apparato respiratorio e cardiovascolare, i calciatori positivi e oggi guariti per verificare tutti gli effetti del virus.

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Ma il monitoraggio sarà esteso anche a gli altri con test molecolari, sierologici ed esami del sangue. STOP FINO A MAGGIO. Insomma, si va avanti seppure fra mille prudenze. «Per il ruolo che il calcio ricopre - spiega Gabriele Gravina - sono convinto che potremo dare un contributo importante a tutto il Paese».

Un Paese dove comunque quasi tutte le chiusure e i divieti saranno prorogati probabilmente dal 13 aprile al 3 maggio. «Se e quando dovessimo avere luce verde per una graduale ripartenza, il mondo del calcio deve far trovare pronto», dice ancora il presidente federale.

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La conferma dello stop agli allenamenti per le squadre è scontata. RIPARTIRE IN SICUREZZA. Restano tre principi ispiratori su cui muovere tutta la macchina della ripartenza: semplicità, fattibilità e attendibilità medico-scientifica.

Si deve partire in sicurezza. Altrimenti si sta fermi perché la salute viene prima di tutto. Naturalmente tutto il protocollo sarà esteso anche agli arbitri. MOMENTO CHIAVE. Ma il problema non sarà tanto partire, quanto come comportarsi nel momento in cui negli allenamenti, e poi ovviamente nelle partite, non si potranno più osservare le distanze interpersonali di sicurezza.

È quello lo spartiacque. Un momento che probabilmente arriverà nella seconda metà di maggio. All’inizio del prossimo mese, sempreché non si decida per ulteriori proroghe, sarà possibile cominciare con lo screening e i primi allenamenti soft: ma poi su quali strade si proseguirà per riuscire a tagliare il traguardo della ripresa del campionato?

Secondo questo schema comunque si potrebbe tornare a giocare il 24 (improbabile), il 31 maggio o il 7 giugno. In tempo per chiudere a metà luglio e lasciare spazio alle coppe europee sfruttando la disponibilità dichiarata dall’Uefa per la priorità ai campionati nazionali.

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