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Il vero 9 si chiama Milenkovic: sta per entrare Vlahovic, segna un difensore

Montella stava mandando in campo il centravanti classe 2000 per scardinare la difesa bianconera, ma ci ha pensato il difensore.

L’Udinese è un muro di muscoli e per abbatterlo ci vuole il piccone che Milenkovic si ritrova in testa all’improvviso, salendo con lo scaleo sulla torre di controllo che domina l’ingorgo, uno dei tanti, uno dei troppi in cui la Fiorentina prima si era persa.

Un colpo risolutore e un bivio: Vlahovic infatti sta per entrare in campo e proprio in quel momento capisce che resterà in panchina, c’è già un difensore che ha fatto il centravanti come Vieri e la Fiorentina non ha più bisogno di lui.

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Così scrive La Nazione. ATTACCANTE. E così la punta centrale che tutti invocano alla fine del primo tempo – l’esplosivo per far saltare il bunker o almeno provarci con altri sistemi – resta un memo per il futuro: si sa che Montella dovrà inventarsi un modo per coinvolgere anche i numeri 9 in organico (Vlahovic, Pedro, più Boateng) e gli esterni d’attacco che per ora restano ai margini (Ghezzal, Sottil) mentre altri esterni di ruolo (Chiesa, Ribery) fanno un altro mestiere più ampio in attacco.

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MODULO. Certo, non si capisce perché Montella debba cambiare un assetto (col 3-5-2) che ha portato 11 punti in 5 partite. Ma proprio questo 3-5-2 è diventato un modulo leggibile per chi fa della fase difensiva il trampolino giusto per tuffarsi in contropiede.

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