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Il mondo del calcio è nel caos, la Fiorentina aspetta di conoscere il proprio destino. Due anni senza Astori, il Capitano vive eternamente nel cuore dei tifosi

Il calcio italiano è in totale crisi: ad oggi la Fiorentina non sa se giocherà, quando giocherà e contro chi giocherà. Due anni fa ci lasciava l'immortale Capitano della Fiorentina

La Fiorentina si appresta a scoprire il proprio destino nell'ennesima bizzarra settimana dopo che il ciclone Coronavirus ha travolto il Belpaese. Dopo l'emergenza sanitaria, tuttavia, è arrivata l'incompetenza delle istituzioni del pallone.

Un mix di fattori che ha causato nel mondo del calcio italiano un caos probabilmente inevitabile, ma che certamente si poteva limitare in maniera assai più efficiente. La visione d'insieme non esiste, esistono solo visioni individuali accorpate, ed ecco che si genera l'incertezza degli ultimi giorni.

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CALCIO ITALIANO NEL CAOS. L'incertezza del momento è frutto delle scelte errate o tardive in parte del governo e soprattutto della Lega Calcio. Una Lega che continua a muoversi in maniera eterogenea, seguendo le varie microcorrenti al proprio interno che non sono altro che interessi individuali di singole società raggruppati.

E allora ecco che a pochi giorni dal prossimo turno di campionato niente è stato deciso ufficialmente: si parla di recuperare la 26ª giornata e di far scalare il calendario di un turno, ma ieri l'ad dell'Inter Marotta si è opposto all'idea, proponendo invece di recuperare le 4 partite del turno precedente oppure disputare regolarmente il 27° turno.

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IPOTESI SOSPENSIONE CAMPIONATO. Come finirà la vicenda? Alla fine l'opzione più probabile sembra essere appunto il recupero delle 6 partite della scorsa giornata, ma tutto può cambiare nell'assemblea di Lega, in programma alle ore 12.

Tuttavia, visto cosa è successo lo scorso weekend, non ci sentiamo di dare per certa neanche la decisione che verrà presa dopo tale assemblea. Ancor più dopo la notizia bomba uscita nella tarda serata di ieri, secondo la quale il governo starebbe pensando di sospendere per 30 giorni le manifestazioni sportive che comportino affollamento di persone.

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Nel caso in cui Palazzo Chigi decida davvero per questa misura drastica, come si muoverà il calcio? Si fermerà del tutto oppure si sonderà l'ipotesi di un mese a porte chiuse? L'unica cosa certa è il caos che regna attorno al nostro calcio e al nostro paese.

LA FIORENTINA ATTENDE. L'incertezza ha colpito in particolar modo la Fiorentina. Dopo essere stata spedita a Udine e rimandata a casa senza giocare a 6 ore dall'inizio ufficiale del match, adesso i viola vivono un'altra settimana surreale.

Siamo al 4 marzo e, in attesa dell'assemblea di Lega di oggi e delle decisioni del governo, gli uomini di Iachini non sanno ancora se giocheranno, quando giocheranno e soprattutto con chi lo faranno (Brescia o Udinese). Fino alle 20 di ieri sera si propendeva per l'opzione Udinese, a porte aperte esclusi i residenti delle zone rosse.

Ma tutto è ancora in ballo (visto anche l'ennesimo dietrofront di ieri sera sulla semifinale di Coppa Italia Juve-Milan, che non si giocherà). DUE ANNI SENZA DAVIDE. Infine, la chiosa non può che essere per l'eterno Capitano della Fiorentina.

Il 4 marzo è una data che i tifosi viola (e non solo) non dimenticheranno mai: due anni fa ci lasciava Davide Astori, una delle morti più sconcertanti e inaspettate che il mondo del calcio abbia mai conosciuto. Nei cuori di tutti i fiorentini restano le terribili emozioni di quella giornata straziante, ma anche il grande senso di unità che la scomparsa di Davide lasciò in eredità a tutto l'ambiente gigliato.

Il ricordo del Capitano non morirà mai. Ce lo ribadiscono tutte le domeniche i tifosi del Franchi, che continuano a regalargli un commovente applauso al minuto 13 di ogni partita.

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