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Il mercato deve aiutare (e salvare) questa Fiorentina. Servono i gol: Vlahovic cresce, ma da solo non basta

Fiorentina ancora senza vittoria, ormai sta diventando una costante. Pochissimi i gol segnati, per fortuna che Vlahovic trasforma i rigori. Serve un aiuto dal mercato

La vittoria non arriva, ormai in campionato è lontana quasi due mesi (Fiorentina-Udinese 3-2 del 25 ottobre). Contro il Verona la Fiorentina si ferma al consueto 1-1 interno delle ultime settimane. Pochino per smuovere la classifica.

I più ottimisti guarderanno al punto rosicchiato a Crotone e Parma ed all’aver agganciato, almeno momentaneamente, lo Spezia in classifica. Poco. Niente. Le soddisfazioni si esauriscono al secondo gol consecutivo di Vlahovic.

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Sempre su rigore, certo, ma è già qualcosa.

Anche perché i gol su azione latitano. Nelle ultime otto partite la Fiorentina ne ha segnato uno soltanto, quello di Milenkovic in pieno recupero contro il Genoa. Numeri impietosi, statistiche da far tremare i polsi.

Prandelli ha letto in modo positivo la partita. Niente passi indietro rispetto alla più gagliarda prova contro il Sassuolo di metà settimana. Eppure i neroverdi hanno tirato fuori dalla panchina gente come Djuricic, Defrel e Caputo, mentre il povero Juric ha dovuto pescare dalla ‘cantera’ per dare brio e ritmo alla sua squadra.

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Hellas falcidiato da infortuni e squalifiche, difficile chiedere di più ad una squadra che lascia sempre tutto sul campo.

Una parentesi sulla partita la 'merita' anche l’arbitro Fourneau, inadeguato fin da subito. Al di là degli episodi dei rigori, comunque decisivi, ha contribuito ad innervosire la partita facendola diventare spigolosa più del dovuto.

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Letture spesso sbagliate, fischi in ritardo. Abbastanza incomprensibile come abbia potuto confermare il rigore su Salcedo dopo aver rivisto l’episodio al Var.

Arbitro a parte, restiamo sui temi che più ci interessano. Cesare Prandelli ha confessato di aver sigillato la letterina a Babbo Natale.

Se ne parlerà dopo la Juventus, ma è bene parlarne in modo approfondito. Questa squadra per disputare un girone di ritorno dignitoso ha bisogno di un aiuto. Ha bisogno di gol. I nomi in questo momento non sono importanti, ma nella letterina sigillata di Prandelli c’è senz’altro scritto quello di qualcuno che abbia nelle gambe almeno 7-8 gol nel girone di ritorno.

Prospetto non facile. Lo ripetiamo: Caicedo o non Caicedo, adesso i nomi è bene che siano chiari solo nella testa di Pradè a Barone.

I dirigenti della Fiorentina, nel mercato estivo, si sono presi un rischio grande, che ha affossato la squadra nel girone d’andata.

Troppe incognite nel reparto offensivo e zero certezze. Al di là della crescita di Vlahovic nelle ultime partite, resta il fatto che l’attacco della Fiorentina è uno dei più sterili d’Europa. Con questa media realizzativa si fa davvero fatica ad immaginare di non finire ancora di più nelle sabbie mobili della classifica.

Anzi, è matematicamente impossibile. La priorità è dunque quella di rimediare ad un errore piuttosto grossolano, anche a costo di strapagare il calciatore in questione. Poi servirà senz’altro anche qualche altro innesto, ma prima di tutto occorre la punta (possibilmente ad inizio mercato), che magari possa giocare anche insieme a Vlahovic.

E qui, l’identikit di Caicedo, torna di moda ancora una volta.

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