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Il guizzo del gruppo nel momento più difficile. Che sia la scintilla giusta?

Anche Prandelli perde la calma sul gol annullato a Bonaventura, poi Milenkovic riprende Pjaca all'ultimo respiro. La forza della disperazione per venirne fuori

Quando tutto sembra finito. Quando il burrone è lì, un centimetro davanti ai piedi, e basterebbe un soffio di vento per cadere di sotto.

Quando nessuno, probabilmente, credeva di poter sfuggire ad un tremendo destino. Nessuno, tranne questo strano gruppo di calciatori che, nel mezzo di una crisi infinita, e nel momento più difficile, hanno tirato fuori tutto quell’orgoglio di cui si erano perse le tracce.

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E allora chissà che da questa reazione, da quel destro pieno di rabbia di Milenkovic, non possa (ri)nascere qualcosa di bello. Così scrive il Corriere Fiorentino. RABBIA. Le chiamano «svolte» e questo 1-1, per come è arrivato, sembra somigliarli parecchio.

Il primo tempo è stato a tratti inquietante per mancanza di idee. Paralizzati, forse, dalla paura di perdere, e incapaci di prendersi anche il minimo rischio. Callejon e Ribery compresi. Bonaventura, dopo che anche i primi venti minuti del secondo tempo erano filati via con ritmo da ninna nanna, era riuscito a sbloccare la gara.

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Peccato che Doveri, richiamato dal Var, abbia annullato il possibile 1-0 per un fallo (?) dello stesso «5» viola nel tentativo di smarcarsi. Una decisione a dir poco discutibile capace, impresa più unica che rara, di far perdere la calma pure a mister Prandelli.

RIPARTIRE DA QUI. Poi, Pjaca, e quel gol che sapeva tanto di sentenza definitiva. Ma il calcio si sa, è una roba strana. E allora ecco tutto il carattere di una squadra improvvisamente accesa. Quasi infiammata. Forza della disperazione?

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Possibile. Di certo, per risorgere, si deve ripartire da lì.

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