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Il Corriere dello Sport-Stadio: Commisso e il rischio di vivacchiare

Approfondimento a firma Polverosi sul Corriere dello Sport-Stadio. Tema centrale il futuro della squadra viola

Ieri Commisso ha ribadito i concetti espressi da Pradè. Ed essendo di fronte al proprietario della società diventa più difficile pensare a una strategia. Commisso ha fissato tre punti: non è un fallimento se non arriviamo in Europa, non vi aspettate che si spendano soldi perché il sistema è cambiato, ci sono delle società come Roma, Juventus, Milan e Inter che hanno debiti, noi invece abbiamo 0 euro di debiti.

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La Fiorentina sarà questa. A meno che non arrivi un’offerta per Chiesa e allora qualcosa verrà rivisto, offerta che finora, secondo fonti ufficiali, non è arrivata. Vorremmo riflettere sui tre punti di Commisso. Il primo: non è un fallimento se non arriviamo in Europa.

Vero, lo sarebbe se una squadra come la Fiorentina finisse nella lotta per la salvezza. Ma se non è un fallimento, è un “vivacchiare”, termine diffuso nella parte finale della gestione-Della Valle. Vivacchiare accanto a formazioni prive di antiche ambizioni come Bologna e Torino.

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Vivacchiare è triste, è un modo anonimo di far parte del campionato. A Firenze stanno vivacchiando da anni. Il secondo: non vi aspettate che si spendano i soldi perché il sistema è cambiato. E’ vero anche questo. Il sistema è stato strapazzato dal coronavirus, ma Commisso aveva annunciato ben altri obiettivi e ben altri investimenti.

Quando è arrivato a Firenze aveva detto che i soldi non erano un problema e fra questa dichiarazione e quella di ieri ci deve essere una via di mezzo. Non solo, Commisso ha frenato proprio nel momento in cui gli hanno fatto una legge quasi ad personam sul Franchi.

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Adesso può buttare giù le curve e rifarlo come voleva lui, ma nello stesso giorno dice alt agli investimenti sulla squadra. Il terzo punto: Inter, Juve, Milan e Roma hanno i debiti, noi no. Inter, Juve, Milan e Roma giocano le coppe, la Fiorentina no.

Se non c’è investimento, non c’è crescita (a meno di miracoli o di scommesse vinte) e se non c’è crescita, se non si giocano le coppe, gli introiti non aumentano. E’ un cane che si morde la coda e la coda della Fiorentina è piena di morsi.

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