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Il compito di Prandelli: il Franchi deve tornare ad essere un fortino

Nella sua prima gestione fiorentina Cesare aveva fatto diventare il Franchi un vero e proprio fortino. Ora bisogna ripartire proprio da lì

In città se dici «Fortino» pensi a Prandelli. Non c'è fiorentino che non faccia un collegamento mentale fra l'attuale allenatore e il bunker dell'Artemio Franchi. I viola erano talmente padroni del loro campo che passare a Firenze era quasi impossibile.

Tanto che alla sua prima stagione, nel 2005-06 Cesare aveva raccolto sei vittorie consecutive. Contro Sampdoria, Udinese, Livorno, Parma, Cagliari e Milan prima di essere battuti dalla Juventus. Ma soltanto dai bianconeri per poi tornare a volare subito dopo per altre sei volte consecutive.

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Lo scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Insomma un record che non può essere considerato soltanto un caso. Prandelli potrebbe ricominciare proprio dalla forza di quel magico rettangolo verde contro il Benevento alla ripresa del campionato.

Con una vittoria interna che avrebbe il sapore dei tempi passati. Ed è vero che non ci saranno i tifosi sugli spalti, vera arma in più per la Fiorentina, ma i sostenitori non faranno mancare comunque il loro supporto. Anche se in modo diverso.

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RINASCITA. Fino ad ora in questa stagione, la Fiorentina ha ottenuto il successo all'Artemio Franchi alla prima giornata di campionato contro il Torino grazie alla rete di Castrovilli. Mentre alla seconda uscita è arrivata la sconfitta con la Sampdoria quando il gol di Vlahovic non è bastato.

E infine i tre punti con l'Udinese, una gara "faticosa" per la formazione di Iachini ma comunque vittoriosa. Inoltre il successo casalingo in coppa Italia con il Padova. Il 22 novembre ci sarà la gara con il Benevento. E poi il 7 dicembre contro il Genoa, ex squadra di Prandelli.

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A proposito: l'ultima volta che l'attuale allenatore viola ha giocato in serie A è stato proprio al Franchi lo scorso 26 maggio 2019. Ma da avversario, in un triste 0-0 utile tuttavia ad entrambe le squadre per salvarsi. Questa volta però sarà tutto diverso.

La panchina sarà quella della Fiorentina e le aspettative totalmente differenti.

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