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Il blog di Ludwigzaller: Migrazioni

Nel nuovo blog di Ludwigzaller si parla di migrazioni, come quelle che potrebbero effettuare Pioli e alcuni giocatori lontano da Firenze a fine stagione

Ogni anno gli storici del Rinascimento migrano collettivamente in un certo luogo del mondo per alcuni giorni. È il congresso dell’americana società del Rinascimento, la più ricca e influente. Si tratta di qualcosa di simile alla migrazione delle anguille nei Sargassi e non si esclude che una delle finalità principali, benché occulta, sia l’accoppiamento.

È un rito intergenerazionale, che unisce i giovani alle prime armi e i vecchi e autorevoli titolari di una tenure e stanziati (based) in qualche prestigiosa università. Facilita la riuscita dell’evento il fatto che si possa ormai affrontare un viaggio aereo intercontinentale come un tempo si andava con l’accelerato da Firenze a Ponsacco.

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I prezzi sono abbordabili e i jet solcano i cieli con leggerezza e senza scosse. È un aspetto indubbiamente affascinante di quello che Shakespeare e Huxley avrebbero definito brave new world, meraviglioso mondo nuovo. Quest’anno il rito si è celebrato in una Toronto che aveva già superato l’inverno, tra squarci di sole primaverile e brevi nevicate.

La città intreccia un dialogo tra le vecchie case eleganti, di legno, che sembrano uscite da un quadro Edward Hopper e i grattacieli che ricordano lo skyline di New-York. È un universo cosmopolita e multirazziale, che rivela una particolare attenzione alla tolleranza e all’ecologia.

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Qualsiasi attività umana, e la ricerca storica non fa  eccezione, è scandita da capitoli. Si passano alcuni anni a studiare Machiavelli, o Boccaccio, ma poi il libro si chiude e si apre un’altra fase. È questa la ragione per cui le attuali discussioni su Pioli non mi convincono.

Pioli ha passato due anni alla Fiorentina, con risultati interessanti, soprattutto dal punto di vista della valorizzazione della rosa. In tanti con lui sono migliorati e hanno visto aumentare il proprio valore di mercato. La Fiorentina ha oggi una rosa che vale molto di più di quella di due anni fa, quando Corvino e Pioli arrivarono.

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I punti critici sono altrettanto noti, risultati sportivi non sempre all’altezza, un gioco che solo in parte ha convinto.

Che può succedere adesso? Se Pioli fallisse e fosse eliminato dall’Atalanta, la mancata conferma sarebbe scontata.

Ma proviamo a guardare le cose da un altro punto di vista: Pioli vince la Coppa Italia, chiude il ciclo con un risultato eclatante, che fa bene alla sua carriera e gli consente di trovare un ingaggio in una squadra importante, magari nel ricco e prestigioso campionato inglese.

Non c’è ragione dunque di tenerlo sulla corda, ancora, per un paio di mesi. Tanto più che a  differenza di quelli di Montella e Prandelli, il contratto di Pioli è scaduto, non si tratta di esonerarlo, ma se mai di non prolungare.

Anche per Pioli e probabilmente per alcuni giocatori è tempo insomma di intraprendere una migrazione di cui va colto l’aspetto positivo, di cambiamento e rinnovamento. Non sempre star fermi è la soluzione migliore.

di Ludwigzaller
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