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Il blog di Ludwigzaller: Il francese

Il francese arrivò tanti anni fa a Viareggio, con sua moglie, per vedere le sfilate del carnevale. Erano artisti con una vocazione ancora non ben definita. E si misero in testa di diventare carristi. Non era impresa facile. Il mondo di chi costruisce carri è molto chiuso, formato quasi esclusivamente da viareggini.

Spesso si tratta di vere e proprie dinastie, il mestiere è tramandato di padre in figlio.

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Bisognava cominciare dal basso, dalle maschere isolate o di gruppo. Se si arrivava primi si passava alla categoria superiore. Il francese scalò velocemente le graduatorie, fino a che un suo carro che raffigurava la cantante Madonna non vinse il primo premio.

Improvvisamente risentimenti in precedenza tenuti nascosti esplosero.

Cominciarono i dispetti. La foto del carro di Madonna non figurava sulla copertina della rivista del carnevale dell’anno successivo, come di solito accadeva. Andarono in Francia, fecero con buon successo gli scenografi teatrali.

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Ci fu poi un ritorno a Viareggio e questa volta assieme al francese lavorava il decano dei carristi viareggini, in quella che fu detta la Compagnia del carnevale.

Diedero il meglio, rivoluzionando il corso con carri giganteschi, scalati come montagne da una equipe di acrobati.

Una torre altissima cui era sospesa una gigantesca ballerina, un carro funebre con al volante maschere che rappresentavano loro due, il francese ed il viareggino. Ad introdurre la costruzione allegorica una lunga sfilata di figuranti a piedi.

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Ed anche questa era una innovazione, cui lentamente tutti si sono adeguati. Il francese è morto l’estate scorsa, ancor giovane.

La Compagnia del carnevale continua ad esistere, grazie alla moglie e ai figli. E speriamo che duri per sempre.

Domenica incominciano le sfilate a Viareggio, credo che valga la pena di fare un salto. Non è un messaggio di promozione, anche se di promozione a Viareggio hanno bisogno, il costo dei carri è molto alto, per poter andare avanti la manifestazione ha bisogno del sostegno di tutti quelli che la amano.

Con mio grande dolore è stato spezzato il legame che c’era tra carnevale e calcio.

Il torneo giovanile, dove tante volte la Fiorentina ha trionfato, ora non si chiama più Coppa Carnevale, si è preferito il nome anonimo e banale di Viareggio Cup, e si svolge poco prima di Pasqua.

Scelta imposta, ma a cui non riesco a  rassegnarmi, tanto i due eventi restano nella mia memoria collegati ed inscindibili.

La finale della Coppa era infatti in calendario il lunedì prima del martedì grasso. Le scuole facevano orario ridotto ed i ragazzi sciamavano al campo, ad ammirare i futuri campioni.

Qualcuno destinato a carriere eclatanti, come Baggio, Totti e Del Piero, altri non meno dotati, ma più sfortunati, come il nostro Flachi.

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