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Il Biraghi che non ti aspettavi: altri due assist, leader della fascia sinistra

Doppio passaggio decisivo per Castrovilli contro l'Udinese, un giocatore totalmente ritrovato dopo il prestito all'Inter

Aveva aperto il suo ritorno in viola sfornando cross su cross contro il Torino, gara in cui si era visto anche annullare un gol. Tra i pochi a salvarsi anche contro Inter e Sampdoria, contro lo Spezia ha segnato un gol e fornito un assist a Pezzella da corner.

Ieri, poi, altri due passaggi vincenti per Castrovilli. Un giocatore totalmente ritrovato, Cristiano Biraghi. RITORNO DALL'INTER. E pensare che i tifosi viola lo avevano lasciato con la sua forte volontà di tornare all'Inter, squadra dove era cresciuto e dove sognava di potersi imporre.

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La stagione con Antonio Conte è stata altalenante: qualche buona prestazione alternata a diverse panchine. Tanto che poi da parte dei nerazzurri non è arrivato il riscatto. Ma la Fiorentina, dopo aver pensato di poter rinnovare uno scambio con Dalbert, lo ha riaccolto in gruppo.

Qualcuno, nella tifoseria, ha storto un po' il naso, anche per le parole dell'agente ("può restare ma solo con un nuovo contratto"), ma Iachini e Pradè hanno voluto puntare con forza sull'esterno che, in un anno, è cresciuto parecchio con il tecnico nerazzurro.

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CERTEZZA. Tanto che, appunto, Biraghi si è ripresentato alla grande. Diventando subito una certezza sulla sinistra. E un leader in campo e fuori. Anche contro l'Udinese è stato il 2° viola in campo per palloni giocati (56) dopo Amrabat: spesso la manovra passa dalla sua parte. Terzo per chilometri percorsi (9,5), su quella fascia ha propiziato due gol della Fiorentina.

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Prima l'assist per il vantaggio di Castrovilli, poi la sgroppata e il pallone buono per il tris dello stesso 10 viola. LEADER. Un'altra prova più che sufficiente. Tanto che in diversi si chiedono se questo Biraghi sia solo il 'fratello buono' di quello lasciato partire per Milano.

Che, come gli rimproveravano i tifosi, 'centrava sempre l'avversario' sui cross. "E' il mio terzo anno a Firenze, credo sia la Fiorentina più forte in cui sono stato", ha detto l'esterno a fine gara. "Abbiamo qualità, abbiamo esperienza, abbiamo giovani di qualità che vengono aiutati dai più grandi.

Pian piano stiamo iniziando ad amalgamare bene il gruppo. Chiaro che con una squadra così, nella quale il presidente ha investito, bisogna fare le cose per bene”. Parole da leader, in una squadra che in questo avvio di campionato ha dovuto rinunciare più volte a Pezzella e Ribery, le due principali colonne in campo e nello spogliatoio.

ALTRI DUE ASSIST. "Chi è qui da più tempo sa com’è Firenze e la pressione della stampa qui. Noi dobbiamo dire ai nuovi (e lo facciamo) che qui è normale, si gioca sotto pressione perché è una piazza ambiziosa che pretende molto.

Noi siamo con l’allenatore, eravamo con lui ieri e l’altro ieri. Sappiamo che con lui possiamo fare un buon lavoro”, ha aggiunto Biraghi. Con i due assist di ieri sono tre i passaggi vincenti in cinque partite, più un gol. Esattamente a metà rispetto al rendimento dello scorso anno all'Inter (2 gol e 6 assist in campionato), vicino ai numeri dei sue primi due anni in viola (1 gol e 4 assist la prima stagione, 1 gol e 5 assist la seconda).

Non solo: nell'anno solare, tra i giocatori italiani solo Berardi ha fornito più assist di Biraghi (9 a 7). E dall'inizio dello scorso campionato, solo Gosens ha fornito più assist tra i difensori (10 contro 9). Senz'altro una bella (ri-)scoperta.

In una Fiorentina che continua a faticare, c'è una discreta certezza sulla sinistra.

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