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Iachini, la concentrazione col mercato aperto e la sfida al 'maestro' Ranieri

Beppe prepara la partita contro la Samp con tutte le difficoltà del caso: Chiesa e non solo, i rischi verso il match di venerdì. Quando incrocerà il suo vecchio allenatore

Il caso Chiesa, le voci su Pezzella e Milenkovic, il rebus su Vlahovic e l'attacco. In più con un Pezzella ancora ai box e un Pulgar indisponibile. La marcia di avvicinamento verso la Samp è più complicata del previsto per Beppe Iachini.

Una vecchia battaglia degli allenatori: quant'è complicato mantenere alta la concentrazione della squadra con il mercato aperto. Specie negli ultimi giorni di trattative. Quando le voci si rincorrono, i rumors diventano certezze, i procuratori viaggiano a mille per tessere rapporti e chiudere operazioni.

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CASO CHIESA. Una settimana fa, prima dell'Inter, Iachini raccontava di un Chiesa che "andava troppo forte in allenamento, ho dovuto fermarlo", parlando della determinazione di Federico al di là delle voci di mercato. Il tutto si è visto poi a San Siro, con l'esterno viola autore di una grande prova tra sacrificio e qualità sulla fascia, con tanto di gol.

Saprà rimanere concentrato anche verso la Samp? Lo dirà domani il tecnico viola, e soprattutto il campo venerdì sera. Perché sono i giorni del grande pressing della Juve, i giorni decisivi per il suo futuro. E a 23 anni, pur nella professionalità dimostrata finora, si potrebbe non rimanere indifferenti.

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Ammesso, poi, che la vicenda non subisca sviluppi repentini già nelle prossime ore. DETERMINANTE. E Chiesa, là sulla destra, gioca un ruolo chiave nel 3-5-2 di Iachini. Con lui o Lirola, cambia parecchio. E averlo al 100%, oltre le avanzate del mercato, vorrebbe dire tanto per l'allenatore.

Che comunque, poi, potrebbe immaginare una Fiorentina diversa con cui lavorare durante la sosta: con o senza Chiesa, con o senza un esterno diverso a destra, con o senza un nuovo attaccante o magari con un De Paul che potrebbe far cambiare tutta l'impostazione di squadra.

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LA TESTA. Prima però c'è la Samp. 'Lavoro, lavoro, lavoro', il mantra di Iachini che non vuole perdere punti per strada e confermare i progressi visti contro Torino e Inter. A San Siro la sua Viola ha messo in campo personalità e fino a pochi minuti dalla fine era avanti.

La testa però deve rimanere concentrata sull'obiettivo. Dietro non ci sarà molto probabilmente Pezzella, ancora out per la botta presa contro la Reggiana in amichevole. Milenkovic ci sarà, e anche i rumors di mercato su di lui stanno affievolendosi (per il rinnovo, si vedrà).

Mentre lo stesso Ceccherini, grande determinazione e qualche sbavatura nei primi due impegni, come accade da oltre un anno è richiesto da diversi club medio-piccoli ma alla fine potrebbe restare perché garantisce comunque rendimento come seconda linea.

DAVANTI. In mezzo venerdì non ci sarà ancora Pulgar, se la giocano Duncan e Bonaventura per affiancare Amrabat e Castrovilli. Mentre davanti, con Ribery in recupero dopo la botta alla caviglia subita da Barella, Kouame è avanti su Cutrone e Vlahovic.

Entrambi, questi ultimi, al centro ancora di operazioni di mercato. Il Bologna (e non solo) per il primo, il Verona (ma anche il Benevento) per il secondo, specie se dovesse arrivare un Piatek e se la Fiorentina dovesse cambiare strategia.

L'idea, fin qui, era di restare così davanti, ma alla fine Dusan potrebbe andare a giocare con continuità e misurarsi in prestito in un'altra piazza. Per poi tornare con più esperienza nell'attacco viola. IL CAPITANO E IL MAESTRO.

Si vedrà, intanto la gara con la Samp si inserisce in questi incastri di mercato. Iachini sfiderà il 'maestro' Ranieri: correva la stagione 1993/1994, quando la Fiorentina con Ranieri in panchina e Iachini capitano in mezzo al campo vinceva il campionato di Serie B e tornava in A.

"A Beppe voglio bene. Come giocatore è stato un soldato eccezionale, un combattente, un mediano. Beppe è l’uomo giusto per la Fiorentina perché ha carattere e determinazione", aveva detto Ranieri qualche mese fa prima dell'incrocio di Marassi.

"Per me è un maestro, lo considero un grandissimo allenatore, domani lo ritrovo con piacere. In passato abbiamo lavorato insieme, sono stato il suo capitano. Se ti ha dato dei gradi, vuol dire che ti riconosceva certe doti", aveva risposto Iachini.

Sampdoria-Fiorentina, quel 16 febbraio, finì 1-5, con manita viola e Vlahovic-Chiesa protagonisti con una doppietta a testa. Due dei giocatori più chiacchierati di questi giorni.

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